Carlo Bartoli, Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, chiede a Giorgia Meloni di tutelare i cronisti di guerra.

L’Ordine dei Giornalisti, mediante il suo Presidente Nazionale, Carlo Bartoli, chiede al Governo Italiano di attivarsi affinché i giornalisti vengano fatti entrare nella Striscia di Gaza per narrare ciò che sta accadendo tra il legittimo Stato di Israele e i territori palestinesi.
Il Presidente Bartoli ha scritto: “Ad oggi 32 testate giornalistiche hanno aderito all’appello per far entrare i media indipendenti nella Striscia di Gaza per poter raccontare i massacri e i crimini di guerra che si stanno consumando, tra questi 230 giornalisti palestinesi uccisi dall’Esercito Israeliano”.
Parole forti e nette che denotano una ferma presa di posizione del Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Bartoli, poi, insiste: “Ringrazio tutti per la sensibilità che hanno mostrato su questa vicenda che va avanti da oltre un anno e mezzo. Questa iniziativa è scaturita dalla riunione con direttori e vicedirettori promossa dall’Ordine e svoltasi nella sede del Consiglio nazionale il 10 giugno”.
Informare i lettori, l’opinione pubblica e la cittadinanza è sempre una cosa buona e necessaria. Non si deve mai nascondere ciò che accade e bisogna sempre mettere in evidenza la prevalenza del diritto all’informazione.
Per questo, ed altri motivi, il Presidente Bartoli ha chiosato: “Auspico che il Governo ora ci ascolti e faccia i dovuti passi sul Governo Israeliano per consentire l’apertura ai giornalisti. Una necessità ancora più urgente in queste ore con il rischio di una escalation del conflitto”.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, sono tutti e tre giornalisti e, dunque, hanno sicuramente a cuore il valore dell’informazione e della cronaca puntuale.
La speranza che molti hanno è che conflitti ed ostilità tra il legittimo Stato di Israele e i territori palestinesi cessino e non vi sia più bisogno di narrare e documentare uccisioni, massacri ed oscenità.

Purtroppo, penso che non ci siano forze umane capaci di sradicare l’oceano di odio reciproco fra Palestinesi ed Ebrei. Il motivo è essenzialmente “religioso”. Maometto, smascherato da degli Ebrei come falso profeta, pose sulla bocca del “Suo” Dio la condanna (nel Corano /, con odio perpetuo e fuori misura) di TUTTI GLI EBREI allo sterminio totale, ricambiato con pari moneta dagli Ebrei. Da qui ha origine ogni ingiustizia perpetrata sia dagli Ebrei nei confronti dei Palestinesi, che viceversa, in un odio implacabile ed inestinguibile, chiuso ad ogni possibile ragione di dialogo. Gli uni e gli altri, nelle preghiere quotidiane, PREGANO DIO di sterminare il nemico alla radice… (Una chicca: gli uni e gli altri pregano Dio di sterminare anche noi Cristiani…… Grazie! Prego!)
Caro Claudio, disamina eccellente.
Basta parlare con le Forze dell’Ordine per sentirsi dire come vivono nel terrore le comunità ebraiche presenti in Italia.
I maomettani passano sempre da vittime ma la storia ci dice bene che così non è.
Al “Torino Pride 2025” l’Ordine dei Giornalisti ha marciato al fianco dei pro-palestina, prendendo di fatto una posizione molto netta.
Tanti giornalisti iscritti all’Ordine però non hanno condiviso.
Papa Giovanni Paolo II ha chiamato gli Ebrei “nostri fratelli maggiori” ed è andato con il Rabbino Toaff in Sinagoga a Roma.
Papa Benedetto XVI, a Ratisbona, ha chiarito bene la posizione dei Cattolici Romani nei confronti dell’Islam.
Il tremendo Bergoglio ha fatto il Documento sulla “fraternità universale” portando tutte le religioni sullo stesso piano.
Vedremo cosa farà Prevost e quale posizione assumerà.