I Carabinieri di Castellamonte, Compagnia di Ivrea, arrestano un cinquantunenne per spaccio e ingente detenzione di sostanze stupefacenti.
Dall’Aliquota Comunicazione e Stampa del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Torino ci informano che nel territorio del Comune di Castellamonte (Torino) un cinquantunenne “continuava a gestire dalla propria abitazione l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, nonostante fosse sottoposto alla custodia cautelare degli arresti domiciliari”.
Si è più volte detto – da più parti e a più livelli – che la misura degli “arresti domiciliari” non serve a niente quando viene applicata a chi è accusato di spaccio di sostanza stupefacente.
La vera condanna la subiscono i vicini di casa dell’arrestato che – grazie a tale misura – vedono giungere nelle loro pertinenze condominiali orde di drogati che cercano la sostanza.

Grazie al cielo – per tornare al caso di specie – i Militari della Stazione Carabinieri di Castellamonte “hanno fatto ingresso a casa e perquisito il domicilio. Nelle varie stanze i militari hanno rinvenuto: 85 grammi di marijuana, un panetto di quasi un etto di hashish, due sacchetti in plastica con 8 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e un coltello con la lama ancora intrisa di sostanza stupefacente”.
Il cinquantunenne non aveva un’abitazione ma una vera e propria “drogheria” in grado di rifornire decine di assuntori di sostanze.
La cosa che lascia attoniti, specialmente alla vigilia del Referendum Giustizia, è che tre mesi fa, il 31 dicembre 2025, “i Carabinieri della Compagnia di Ivrea avevano trovato, sempre all’interno dell’abitazione, 26 grammi di hashish, 80 grammi di cocaina e 1.300 euro in contanti, verosimilmente frutto dell’attività di spaccio”.
La domanda che gli italiani onesti e per bene si fanno è: perché con un simile rinvenimento – che nulla ha a che vedere con l’uso personale – la Magistratura non aveva predisposto la traduzione in carcere del soggetto? Quale senso hanno gli arresti domiciliari in casi come questo?
Attualmente, grazie al proficuo lavoro dei Carabinieri di Castellamonte, il soggetto si trova presso la Casa Circondariale di Ivrea dove l’Autorità Giudiziaria lo ha collocato in attesa di giudizio.

E’ bene ribadire quello che molti pensano: il Legislatore non può continuare a voltarsi dall’altra parte e deve mettere mano al Codice di Procedura Penale.
Chi spaccia deve andare in galera.
Non si possono mettere agli arresti domiciliari quei soggetti che – con la loro presenza espediente – cagionano un danno alla sicurezza degli onesti che hanno la sfortuna di abitare nelle loro vicinanze.
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