Augusta Montaruli esulta per lo sgombero di “Askatasuna”, a Torino. Ora urge cacciare “CasaPound”, a Roma.

Dopo anni di assoluta illegalità, dopo che il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “Partito Democratico”, aveva “ben” pensato di creare un tavolo per accordarsi con il collettivo irregolare, finalmente si è assistito allo sgombero del Centro Sociale “Askatasuna” di Torino.
I fatti, con diversi punti di vista e variegate interpretazioni, sono stati analizzati due giorni fa, dal nostro Condirettore, Francesco Rossa, che ha scritto: “Torino. Sgomberato il centro sociale Askatasuna, dopo anni di distruzioni e vandalismi tra cui l’assalto alla redazione de La Stampa”.
Il Governo Italiano, guidato da Giorgia Meloni, per mano del Ministero dell’Interno, alle dipendenze di Matteo Piantedosi, ha messo fine ad anni di ingiustificata tolleranza e ha ripristinato la legalità.
Lo sgombero – atteso da anni – del Centro Sociale “Askatasuna” è diventato reale e concreto.

A commentare l’importante vicenda il Vice Capogruppo dei Deputati di “Fratelli d’Italia”, onorevole Augusta Montaruli, che, con la chiarezza che le è propria, ha detto: “Grazie al ministro Piantedosi e al Governo Meloni, i professionisti della violenza non avranno più il loro covo che qualcuno voleva addirittura sanare”.
Il riferimento alla sanatoria del “covo” de “i professionisti della violenza”, ovviamente, è al tavolo creato dal Sindaco Lo Russo per accattivarsi le simpatie elettorali dei soggetti che gravitano attorno ad “Askatasuna” ed al mondo dell’antagonismo torinese.
Augusta Montaruli non va per il sottile: “Le luci accese ogni notte e il continuo attivismo da noi denunciato ancora due giorni fa erano la prova di una beffa oltre al danno già arrecato con i continui assalti e aggressioni”.
Tutto questo è incredibile.
La Prefettura di Torino, i vertici della Questura, i Questori che negli anni si sono succeduti sapevano che “Askatasuna” era un covo di illegalità. Come mai non sono mai intervenuti?

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, negli anni, ha portato centinaia di attivisti del Centro Sociale alla sbarra. Molti di questi sono stati condannati, diversi hanno affollato le patrie galere.
Un simil quadro non era sufficiente a porre in essere uno sgombero coatto e a metter fine a questo scempio?
Diversi cittadini di Torino – lavoratori onesti e per bene – hanno accolto con grande soddisfazione quanto esclamato da Augusta Montaruli: “Siamo orgogliosi di essere andati fino in fondo senza farci intimorire e cedere al racconto della Sinistra, in primis del Sindaco di Torino. Andiamo e andremo avanti su questa strada”.
Parole rassicuranti che lasciano ben sperare per il futuro associazionistico del nostro Paese.

Il Ministro Piantedosi ha sgomberato il Centro Sociale “Leoncavallo” di Milano, il Centro Sociale “Askatasuna” di Torino, e lo ha fatto con ferma coercizione.
La speranza che hanno molti è che la stessa, medesima, sorte tocchi quanto prima alla sede centrale di “CasaPound”, ubicata nella Capitale, nel cuore del Quartiere Esquilino, in Via Napoleone III, al civico 8.
Anche il Centro Sociale di Destra, fondato da Gianluca Iannone, è illegalmente occupato dal 2003. Prima di finire nelle mani di “CasaPound”, lo stabile era un ex palazzo governativo.

Secondo quanto scritto da Daniele Di Nunzio e Emanuele Toscano in “Dentro e fuori CasaPound: capire il fascismo del terzo millennio”, del 2011, “Iannone teorizza per primo le Occupazioni a Scopo Abitativo (OSA), occupazioni di stabili a tempo pieno per favorire un’aggregazione abitativa di tipo identitario”.
Le occupazioni abusive non possono mai essere tollerate. Non importa se le compie un Centro Sociale di Sinistra, un Centro Sociale di Destra, una famiglia di Rom, un collettivo di immigrati irregolari, Ilaria Salis o “CasaPound”.
Chi occupa va buttato fuori, senza tentennamenti, senza tolleranza, senza troppi giri di parole.

Chi occupa sta nell’illegalità e nel sottobosco di quanti portano via, con la prepotenza e la tracotanza di quanti si sentono al di sopra della Legge, beni collettivi per meri scopi privatistici.
Chi occupa, come dice benissimo il Direttore di “Fuori dal Coro”, Mario Giordano, è “un ladro di case” e, come tale, va trattato.
Ottima la pressione repressiva del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ma urge continuare su questa strada per restituire alla collettività quegli spazi che ambigui Centri Sociali hanno trasformato in “campo base” delle loro attività, spesso illecite.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

Ottime iniziative che mettono un po’ d’ordine nelle città; ma ci sono al contrario accampamenti di migranti irregolari dappertutto; perché farli venire se poi coloro che li invitano non se ne occupano? Queste persone sono abituate evidentemente già in terra d’origine a vivere in mezzo ai rifiuti, perché altrimenti non si spiega il fatto che abbiano un giaciglio per dormire a terra in uno scantinato o su un marciapiede o in un edificio abbandonato, ma accanto a loro si trovano montagne di rifiuti; perché non li gettano nei bidoni? Niente da fare, lasciano la loro sporcizia vicino al luogo in cui dormono. Non parliamo poi dei rom, che, appena fuori della loro roulotte incendiano rifiuti a volte tossici; ma non capiscono che se tolgono la spazzatura è meglio per loro? Comunque, quelli che li vogliono cosa fanno per farli stare meglio? Niente di niente!!! Almeno gli spieghino di tenere più pulito il loro pied à terre
Carissima Margherita, sono proprio i signori dei Centri Sociali che ci riempiono di risorse, immigrati, delinquenti di vario genere e svariata provenienza.
Quello che hai descritto non è solo vero ma è sacrosanto.
Bisognerebbe arrivare a poter espellere coloro i quali ammorbano il nostro territorio. Purtroppo abbiamo maree di toghe rosse, spesso cresciute e formatesi nei Centri Sociali.