Albanese tratto in arresto con un chilogrammo di cocaina purissima occultato in auto.
Il mese di luglio inizia con la notizia di un arresto di un immigrato albanese per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti da parte della Squadra Mobile presso la Questura di Padova, in Veneto.

I fatti ci dicono che “dopo un controllo del 33enne, fermato a bordo della propria auto in autostrada, i poliziotti della Squadra Mobile hanno trovato all’interno dell’autovettura un nascondiglio protetto da un dispositivo elettronico, nel quale era celato un chilo di cocaina purissima”.
Queste notizie andrebbero messe tutte in fila e portate in Parlamento dove gli eletti di “Alleanza Verdi Sinistra”, “Più Europa”, “Partito Democratico”, “Movimento 5 Stelle”, dovranno riuscire a negare una correlazione tra immigrazione e criminalità.
Sono anni che gli italiani onesti e per bene lamentano una presenza incontrollata di immigrati nel nostro Paese e la cronaca sottolinea come queste “risorse” di boldriniana memoria hanno una predilezione per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. “Contra factum non valet argumentum” direbbero i Latini.
Da Piazzetta Palatucci, sede della Questura di Padova, specificano: “l’albanese è stato quindi condotto in Questura e arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente, quindi tradotto presso la Casa Circondariale di Padova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”.
La campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2027 sta entrando nel vivo, manca meno di un anno.
Il Generale Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”, continua a parlare di “REMIGRAZIONE” perché, in un modo o nell’altro, gli stranieri che delinquono vanno rimandati a casa loro. L’Italia non è l’area ecologica del mondo ed è ora che lo Stato usi la coercizione di cui è titolare.
L’anacronistica Sinistra che si oppone al Governo Meloni continua a negare il rapporto che esiste tra immigrazione e criminalità ma come può vanificare quanto fatto dalle Forze dell’Ordine nel nostro Paese?
La Squadra Mobile della Questura di Padova tiene a far sapere che la droga purissima sequestrata all’albanese “ha un valore ‘all’ingrosso’ di oltre 30.000 euro, mentre con la vendita al dettaglio avrebbe fruttato oltre 100.000 euro”.

Un solenne encomio va fatto al Questore di Padova, Marco Odorisio, che “ha immediatamente avviato le procedure per la revoca del permesso di soggiorno dell’albanese arrestato”.
Un atto molto chiaro di un Dirigente Superiore della Polizia di Stato che non si è ritratto dinanzi al problema ma lo ha affrontato con competenza, coercizione e repressione. Chi sbaglia paga e, se non italiano, va a pagare a casa sua!
Da quando al Viminale, sede del Ministero dell’Interno, siede il Prefetto Matteo Piantedosi, tantissimi sono gli albanesi arrestati, rimpatriati, espulsi, tradotti in carcere.
Il titolare del Viminale ha impresso alle Forze di Polizia il marchio della “tolleranza zero”. Poco importa se il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in ottimi rapporti con il primo ministro dell’Albania, Edi Rama.
