Una bizzarra novella, un racconto lungo di una visionarietà estrema ed estremamente criptica, ermetica, a tratti indecifrabile, sorretta da una letterarietà quasi “d’altri tempi – tempi malinconici e felici, quando le ombre della modernità a venire erano ciarpame adatto a scrittorucoli di fantascienza, mentre si era più d’appresso alle malinconie di vagheggiate antichità, piuttosto che alla ferraglia volgare d’oggigiorno”. Simbolismi e riferimenti ermetico-esoterici, parzialmente decodificabili tenendo a mente la famosa frase di René Guénon: ‘non si diffonderà mai troppa luce per dissipare tutte le emanazioni provenienti dal Satellite oscuro’.
Lorenzo Nicotra, mancato due giorni fa all’età di 56 anni, fu un napoletano da sempre appassionato cultore di narrativa fantastica, scrittore e musicista, aveva all’attivo varie raccolte di racconti. Fondò due case editrici e gli furono riconosciuti diversi premi letterari, fra questi un primo e un secondo posto al prestigioso premio Emily Dickinson.
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