Una breve memoria di quella cruenta guerra “del 15-18” dichiarata 110 anni fa
Ufficialmente, la 1ª Guerra Mondiale, che vedeva gli schieramenti delle Potenze dell’Intesa (inizialmente Russia, Francia e Inghilterra), contrapposti alla Germania all’Austria-Ungheria, veniva dichiarata a vicenda tra il 4 e il 6 agosto 1914. Una guerra che avrebbe coinvolto progressivamente altre nazioni, dal Giappone all’Australia, dalla Turchia agli Stati Uniti, compresa l’Italia che, dopo circa 10 mesi di neutralità, il 23 maggio 1915 dichiarava guerra all’Austria-Ungheria.
Le ostilità tra i due schieramenti lungo le frontiere alpine e il fronte dell’Isonzo, sarebbero cominciate il 24 maggio. Giorno a cui si fa riferimento come inizio guerreggiato del conflitto 15-18.
Occorre ricordare che inizialmente l’Italia era legata ad Austria e Germania dalla Triplice Alleanza, ma alcune ambizioni territoriali, unitamente a provocazioni dell’impero austroungarico e a spinte interventiste di movimenti politici e intellettuali interni, portarono l’Italia a stipulare un accordo segreto con le potenze dell’Intesa, entrando in guerra a fianco delle stesse. Un momento che avrebbe rappresentato una importante svolta nella storia del nostro giovane Paese, provocando un profondo impatto anche nel futuro di tutta la nazione.
Dopo 41 mesi di feroci scontri, combattuti perlopiù tra le trincee di alta montagna, con il martirio di circa 650.000 militari italiani e oltre 400.000 austroungarici, sommati a più di 1 milione di feriti per parte, l’Italia usciva vincente dal conflitto, firmando l’armistizio di Villa Giusti la sera del 3 novembre 1918. La fine dei combattimenti, che avrebbe dovuto entrare in vigore alle 15:00 del giorno seguente, per motivi di comunicazione, in alcuni presidi isolati si sarebbe protratta per un paio di giorni ancora.
Dalla vittoria nel conflitto del 15-18, l’Italia ottenne la sovranità territoriale su Gorizia, Trentino, Sud Tirolo, Trieste e Istria, alcune isole del Mar Adriatico, quindi di Fiume, con forti tensioni sia interne che internazionali per la successiva annessione di Zara. Nuovi confini di breve durata.
La firma dell’armistizio mise fine alla guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico. Tuttavia la guerra proseguì sul fronte occidentale fino all’11 novembre 1918, con la firma dell’armistizio anche da parte della Germania, avvenuto in un vagone ferroviario tra i boschi della Francia, preludio del trattato di Versailles, con durissime sanzioni nei confronti della Germania, prima causa della nascita del nazionalsocialismo tedesco e della sinistra figura di Adolf Hitler.
Sarebbero trascorsi 21 anni di pace soltanto, il tempo necessario per crescere una nuova generazione e poi tornare a regolare i conti nella ancor più cruenta 2ª Guerra Mondiale.
Certe guerre non finiscono mai. Oggi, nuovi venti di guerra soffiano su questa vecchia Europa e non soltanto. Figure di autocrati dittatori mai sazi di sangue, riemergono dall’oscurità dei tempi, diavoli che si reincarnano da un disegno perverso, per tornare a far del male al mondo, che prima o poi si troverà “all’ultima spiaggia”.
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