Il Sinodo “sulla sinodalità” sta creando non pochi fastidi. Don Minutella difende il suo cammino e offre alternativa nel “Piccolo Resto” rimasto cattolico.

La maggior parte degli organi d’informazione e di stampa non parla del cammino del “Piccolo Resto Cattolico” e del suo fondatore, don Alessandro Maria Minutella. Quando accade si parla male di entrambi.
Per questo motivo bisogna dare atto a don Minutella che è davvero stoico e perseverante nel portare avanti ciò in cui crede, a servizio di migliaia di anime che gli chiedono di confortarle, confermarle nella Fede, non abbandonarle.
Nella giornata di ieri, festa della Natività della Beata Vergine Maria, il fondatore del “Piccolo Resto Cattolico”, su “Facebook“, ha scritto: “Guardando il mare a me così familiare, ripenso ai mesi di giugno, luglio e agosto che sono trascorsi tra tradimenti, offese, pedinamenti, calunnie, annunci di audizioni parlamentari e, ovunque una rete, secondo me organizzata, per canzonare e umiliare don Minutella. Che è qui e ha, ancora, resistito!”.

In molti, a dire il vero, sono rimasti sorpresi nell’apprendere che nel “Movimento 5 Stelle” guidato dall’internazionalmente conosciuto “Giuseppi”, si senta l’urgenza impellente di portare nei banchi del Parlamento – per mano di Stefania Ascari – un’interrogazione urgente su don Minutella e la congregazione femminile della “Compagnia di Maria“.
Don Minutella, nel commentare queste situazioni ha asserito: “Diversi del Piccolo Resto sono andati via e l’obiettivo di farmi passare come un povero paziente psicopatico, pare essere riuscito. Eppure c’è, su tutto, una cosa che dovrebbe indurre a riflettere e che è l’alternativa per tutti”.
I riferimenti a presunte “psicopatologie” di don Minutella – specialmente sui social network – sono copiosi.

Il problema è che certe asserzioni andrebbero supportate da una perizia psichiatrica, o psicologica, richiesta da un Magistrato e avvalorata da una sentenza. Dare del “pazzo” a qualcuno è maleducazione, reato, comportamento antievangelico.
Il sacerdote palermitano, che gode di un nutrito seguito, da un decennio grida che “la chiesa sinodal-sodomita e global-eco-gnostico sincretista di Bergoglio e Prevost non è la Chiesa fondata da Gesù Cristo. Anzi, è la chiesa di satana, corpo mistico dell’anticristo”.
Parole forti, nette, talvolta taglienti, che però vanno smentite con argomentazioni altrettanto aperte e impavide.

Coloro che si limitano a definire don Minutella un “pazzo” ma non entrano mai nelle argomentazioni, non riescono a smentire le asserzioni, non si inoltrano nella disquisizione teologica, fanno una sola cosa: invitano le persone a seguire il “Piccolo Resto Cattolico”.
Don Minutella, invece, dona una sua posizione – che si può non condividere ma che va smentita con argomentazioni altrettanto nette -: “Se quella di Bergoglio e Prevost è la Chiesa di Cristo, allora don Minutella ha fallito. Ma, così, ha fallito anche Gesù che ha promesso che le porte dell’inferno non sarebbero prevalse. Il Sinodo che va avanti è la smentita della promessa del Signore. Dunque, avrei fallito se fosse ancora la Chiesa di Cristo, ma con me avrebbe fallito Cristo stesso”.

Il Sinodo “sulla sinodalità” che si sta svolgendo ormai da troppo tempo in Vaticano sta creando frizioni, malumori, malcontento, anche tra Vescovi e Cardinali che, però, pare non vogliano fare nulla se non lamentarsene per poi ritrattare.
Per questo don Minutella incalza: “se ho ragione io nel gridare che quella a Roma non è la Chiesa di Cristo, ma quella di satana, allora io ho già vinto pur con tutto il sistema addosso, e con me esattamente ha vinto anche Cristo che ha promesso la vittoria contro le porte dell’inferno”.
Quanto proposto da don Alessandro Maria Minutella ha una sua logica.

Chi non ne è convinto o ne trova illogicità dovrebbe mettere “nero su bianco” quanto pensa e chiedere un confronto pubblico a don Minutella, come si usava fare nei tempi antichi.
Le disquisizioni teologico-mariologiche di Giovanni Duns Scoto hanno permesso alla Chiesa di maturare importanti deduzioni ancora in auge ai giorni nostri. Perché non mettere in scena una disquisizione teologico-accademica con don Minutella, che è due volte Teologo, per chiarire – una volta per tutte – quanto accaduto in Vaticano quel 13 marzo 2013?
Sembra quasi che Oltretevere qualcuno abbia paura di perdere la disputa intellettual-teologica con il Leone di Maria.

Più che altro sembra che tanti temano di perdere non solo la disputa, ma soprattutto la posizione di riguardo nella società vaticana, le occasioni di fare soldi con gli articoli inneggianti ai falsi papi e con i libri a sostegno e,tra gli ecclesiastici, di perdere lo stipendio, l’8 per mille, le offerte dei fedeli e le parrocchie/abitazioni. Sì, perché nella chiesa dell’inclusione se non si fila dritto a testa bassa e occhi e bocca serrati si rimedia la scomunica e si viene messi al bando. Altro che storie, questa è la verità: obbedire in silenzio altrimenti non si riesce a portare a compimento la distruzione della Vera Chiesa di Cristo per sostituirla con una pessima brutta copia satanica. I laici fanno fatica a capire la preziosità del lavoro di P. Alessandro Minutella e dei confratelli del Sodalizio Mariano perché, continuamente,nella loro testa i preti omertosi e pusillanimi fanno di tutto per trattenere soprattutto i giovani con permissività assurde e peccaminose, mettendo alla berlina le Scritture e negando sfacciatamente le regole e le verità evangeliche