Leone XIV, che per moltissimi aspetti non è condivisibile, ha insegnato qualcosa di molto serio sulla preghiera.

Un proverbio popolare dice che anche “un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno”. Questo adagio caro alle persone comuni vale anche al di là delle Mura Leonine ove Robert Francis Prevost, alias Leone XIV, ha sostenuto l’importanza della Liturgia delle Ore nella vita della Chiesa.
Il collega Marco Mancini, “ACI Stampa”, sottolinea che “Leone XIV ricorda l’importanza della Liturgia delle Ore, la preghiera pubblica quotidiana della Chiesa, inseparabile dall’Eucaristia, che ‘chiede di essere sempre più accolta e vissuta nella vita ordinaria dei battezzati e delle comunità’”.

Da quando siede sul Trono dell’Apostolo Pietro, quale successore di Jorge Mario Bergoglio, è la prima volta che Prevost trova la condivisione anche di quanti non lo riconoscono quale Romano Pontefice della Chiesa Universale.
Chi vi scrive ha avuto la fortuna, l’onore ed il privilegio, di nascere durante il Pontificato di Giovanni Paolo II, e di crescere nella Fede e nello studio della Teologia sotto il mirabile pontificato di Benedetto XVI.

Tanto Giovanni Paolo II che Benedetto XVI hanno esortato i fedeli ad “imparare a pregare alla scuola della preghiera cristiana” che è la Liturgia delle Ore.
I Cattolici, in questa mirabile forma di orazione pubblica e solenne, sanno che ogni giorno il Salterio è “respiro della vita della Chiesa che fa circolare lo Spirito Santo attraverso il suo Corpo”.
Grazia alla salmodia quotidiana, alla meditazione della Parola di Dio, il Cristiano “santifica il tempo” e vive con uno sguardo rivolto al Cielo.

Fa bene Prevost a dire che “ogni Ora [Liturgica] è un atto di speranza: durante il pellegrinaggio terreno, vegliamo attendendo con tutta la Chiesa il ritorno glorioso del Signore”.
La speranza è che – a parole ben proferite – seguano atti concreti per preparare il “ritorno glorioso del Signore”.
Un primo passo potrebbe essere l’abrogazione immediata di documenti grotteschi e disgustosi quali “Amoris Laetitia”, “Fiducia Supplicans” e “Fratelli Tutti” che sono peggio delle piaghe d’Egitto.
Il Vaticano prenda una decisione seria e determinata sul corso che la Chiesa Cattolica dovrà assumere nel prossimo futuro.
