Leone XIV pronuncia parole cattoliche ai pellegrini per la pace in Africa.
Il 26 maggio scorso, Robert Francis Prevost, Leone XIV, ha rivolto un saluto ai partecipanti del Pellegrinaggio giubilare per la pace in Africa, guidato e presieduto dal Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson.
Al termine della Messa, celebrata dal Cardinal Turkson nella Basilica di San Pietro, Leone XIV ha detto: “E’ importante che ogni battezzato si senta chiamato da Dio a essere segno di speranza nel mondo di oggi”.
Parole sicuramente degne di significato, per di più nell’anno giubilare.
Prevost ha poi proseguito: “E’ la nostra fede che ci permette di vedere la luce di Gesù Cristo nella nostra vita e di comprendere quanto sia importante vivere la nostra fede. Non solo la domenica, non solo durante un pellegrinaggio, ma ogni giorno, affinché siamo pieni della speranza che solo Gesù Cristo può darci e che tutti insieme continueremo a camminare uniti come fratelli e sorelle per lodare il nostro Dio”.
Parole cattoliche, pensieri brevi, lucidi e lineari che hanno esortato i pellegrini africani a non adagiarsi sugli allori ma a prendere iniziativa, quella di seguire Gesù Cristo.
Al termine della breve allocuzione, Leone XIV ha detto: “Grazie, Signore Gesù, e che il tuo nome sia lodato”. Finalmente si è sentito un “Sia lodato Gesù Cristo”.
Il Giubileo 2025, voluto e indetto da Jorge Mario Bergoglio, procede, senza troppi entusiasmi, senza grande enfasi nelle parrocchie e nei fedeli, ma procede.
Il cambio della guardia in quel dello Stato della Città del Vaticano non ha fermato gli eventi giubilari ma, al contrario, ha richiamato a Roma un bel po’ di persone per i funerali di Bergoglio e per il Conclave che ha portato all’elezione di Prevost.
Il 2026, a Giubileo concluso, darà modo a Leone XIV di imporre la sua azione di Governo del Vaticano.
Ci sarà il congruo tempo per occuparsene.
