L’Analisi di Marco Rabellino

I bianconeri si giocano tutta la stagione contro il Venezia che deve solamente vincere e sperare nelle disgrazie delle avversarie. E la Juventus decide sin da subito di farsi del male subendo dopo pochi minuti il vantaggio veneto. Lancio per Haps in fascia che crossa a centro area dove a rimorchio arriva Fila e col ginocchio mette alle spalle di Di Gregorio.
Passano due minuti e Alberto Costa trova subito il pereggio con un gran tiro che trafigge Radu. Come spesso capita il Var chiama l’arbitro a rivedere l’azione in quanto la palla cadendo tocca il braccio di Costa e perciò il gol “deve” essere annullato.
Il Venezia non arretra anzi attacca una Juve non precisa e impaurita. Nicolussi Caviglia ci prova su punizione ma la barriera respinge. Dal 15’ la Juve si accende, Kolo Muani raccoglie palla e scarica in porta con portiere che non può arrivare ma un difensore riesce a mettere in angolo. Sull’angolo la difesa veneta copre bene e allontana.
Al 25’ Yldiz si carica la Juve sulle spalle. Dribbla gli avversari e scarica forte in porta dove Radu tocca ma non riesce a salvare la porta.
Al 31’ il Venezia calcia male un rilancio dalla difesa, palla che si alza a campanile e scende in zona Conceicao che allunga per Muani. Il francese si gira rapidamente e calcia un siluro in porta che Radu tocca soltanto. La Juve va in controllo e abbassa il ritmo chiudendo bene il Venezia.
Nella ripresa i bianconeri continuano il controllo con Conceicao l’unico a mettere in mezzo cross. Al 52’ la doccia fredda per i bianconeri quando Haps raccoglie palla e trafigge Di Gregorio. Venezia che spera ancora e attacca. I bianconeri soffrono le ripartenze e al 71’ possono ringraziare Di Gregorio che alza sopra la traversa la gran botta di Doumbia. Al 73’ Conceicao al limite dell’area viene servito e con un gioco di gambe trova il fallo da rigore di Nicolussi Caviglia. Sul dischetto si presenta capitan Locatelli che non sbaglia e porta la Juve sul 3-2. Risultato che i bianconeri difenderanno coi denti fino al 96’.
Partita d’orgoglio per molti giocatori che si sono battuti per conquistare il quarto posto.
Di Gregorio viene trafitto subito e per tutta la partita suda e deve compiere grandi parate. Mancano centrali di ruolo e lo sente.
Savona da centrale soffre. Sua la deviazione sul secondo gol del Venezia.
Costa gioca bene in avanti ma il suo compito è prettamente difensivo. Si fa bucare sul primo gol e sbaglia sul secondo. Si farebbe perdonare con un bel gol che prontamente viene annullato.
Kelly non brillante. Non troppo lucido. Dalle sue parti il Venezia sfonda troppo facilmente.
Gonzalez sacrificato in fascia non riesce a farsi notare. In avanti non si vede mai. Prova qualche volta ad inserirsi e arrivare al tiro ma combina troppo poco.
Cambiaso fa il suo dovere. Ottima la rimessa immediata che porta all’1-1
Thuram combattente. Si batte a centrocampo e offre qualche imbucata nel primo tempo. Finisce le energie nella ripresa e finisce coi crampi.
Locatelli cresce col passare dei minuti. Dopo lo svantaggio sembra crollare come tutta la squadra ma ci crede e alza il ritmo. Chiude la serata battendo il rigore che vale il quarto posto. Bravo.
Conceicao bene. Ci mette velocità e imprevedibilità. E l’unico a non mollare insieme a Yldiz. Tanti palloni passano tra
i suoi piedi ed è lui a trovare il rigore finale.
Yldiz ottimo. Trascina la squadra portandola al pareggio e poi costruendo azioni pericolose insieme a Conceicao, Thuram e Muani.
Muani bene. Finalmente si da vedere e segna un gol pesante. Si fa vedere bene anche se non trova altri guizzi. Duetta bene coi compagni.
La Juve alla fine raggiunge l’obbiettivo ma comunque non si è vista una squadra che dovrebbe lottare per posizioni di prestigio. Manca qualità, costanza e attenzione. Prendere un gol dopo 2’ in una partita decisiva non è accettabile. I bianconeri possono e devono ringraziare che alcuni giocatori che hanno continuato a lottare fino alla fine. Da domani bisogna ripartire e tagliare
(immagini Juventus FC)
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