La Corte ha confermato la colpevolezza per il caso dell’appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti parlamentari ma ha ridotto la pena rispetto alla sentenza di primo grado.
La pena comprende tre anni di carcere, di cui due sospesi e un anno da scontare con braccialetto elettronico, oltre a una multa.
La Corte riducendo anche il periodo di ineleggibilità, rende nuovamente possibile una sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027.
Pur contestando la sentenza Le Pen ha dichiarato di voler candidarsi all’Eliseo, e di ricorrere in Cassazione (la Corte di cassazione francese), sostenendo di essere innocente e chiedendo l’annullamento della condanna.
In sintesi, la decisione della Corte d’appello cambia in modo significativo il quadro politico: la condanna resta, ma la riduzione della sanzione accessoria le consente, almeno dal punto di vista giuridico, di presentarsi alle presidenziali del 2027.
Rimangono però gli effetti della pena, compreso il braccialetto elettronico, che potrebbero complicare la campagna elettorale e il successivo ricorso in Cassazione potrebbe modificare ulteriormente la situazione.
La lettera di Marion Le Pen alla madre:
Poche ore prima del verdetto, alla vigilia di questa battaglia, ho voluto scriverle queste poche parole.
“La paura è un sentimento a me estraneo”, ha detto qualche giorno fa, quando le è stato chiesto del verdetto imminente. Stava dimostrando la tenacia che le ha guadagnato il rispetto dei suoi sostenitori, gli attacchi implacabili dei nostri avversari, ma anche la fiducia di milioni di francesi.
Coloro che sperano di eliminarla dalla scena politica, coloro che immaginano che una condanna le impedirebbe di continuare a lottare per il popolo francese, si sbagliano. Ho avuto il privilegio di assistere alla sua resilienza di fronte alle avversità, siano esse politiche o personali. So che, qualunque sia la decisione dei giudici, nulla la fermerà domani, semplicemente perché avremo bisogno di lei nei difficili anni a venire.
Hanno senza dubbio dimenticato che la nostra famiglia e la nostra lotta si sono forgiate in decenni di dure battaglie. No, i Le Pen non hanno mai avuto bisogno di un mandato parlamentare per difendere il nostro Paese e il nostro popolo.
Siamo entrambi attivisti, abbiamo entrambi le nostre convinzioni e le nostre forti radici bretoni hanno conosciuto disaccordi e persino scontri. Chi meglio di me, quindi, può riconoscere che hai trasformato il Fronte Nazionale dai suoi giorni eroici nel Raggruppamento Nazionale, che si è affermato come la principale forza politica del Paese?
Sì, oggi il fronte nazionalista è molto vicino alla vittoria e, soprattutto, pronto a coglierla.
Sei stato capace di unirci, di ampliare i nostri orizzonti e di tendere una mano, tirando fuori il partito dalla trappola del “noi contro tutti”. Sei stato capace di preparare e formare altri a raccogliere il testimone, Jordan in primis.
Qualunque sia l’esito di questa sentenza, so che sarai un protagonista chiave nella lotta politica degli anni a venire. So che insieme raggiungeremo la vittoria. E che, qualunque cosa venga decisa domani, questa prossima vittoria sarà anche tua.
Marion
