Molti osservatori e diversi partiti stanno parlando di un possibile “effetto Vannacci” sulla riforma della legge elettorale.
In prima battuta è stato approvato l’emendamento che restringe l’esenzione dalla raccolta firme ai partiti con gruppi parlamentari costituiti entro una certa data, lasciando fuori il nuovo partito Futuro Nazione di Vannacci.
Ma il crescente consenso mette in discussione anche il previsto premio di maggioranza (che scatta al 42 per cento dei voti per la coalizione vincente) in quanto, alla luce dei sondaggi che danno FN vicino al 7%, erodendo il consenso ad altri partiti soprattutto di maggioranza, lo rendono sempre più lontano.
Sul piano politico è normale che una maggioranza, quando scrive una legge elettorale, tenga conto degli equilibri politici e dei possibili concorrenti, questo è accaduto molte volte nella storia italiana, non solo con Vannacci, ma le regole del gioco dovrebbero essere il più possibile neutrali.
Sul piano democratico una nuova norma costruita principalmente per penalizzare un singolo leader o un singolo partito, anziché perseguire un principio generale (governabilità, rappresentanza, semplificazione del sistema), potrebbe essere criticabile. Le regole del gioco dovrebbero essere il più possibile neutrali e valide indipendentemente da chi ne beneficia o ne viene penalizzato.
I sostenitori di Vannacci interpretano queste modifiche come un tentativo di contenerne l’ascesa, mentre i promotori sostengono che servano a evitare la proliferazione di liste nate a legislatura in corso. Però, quando una riforma appare troppo legata alle convenienze del momento, rischia di ridurre la fiducia dei cittadini, anche se è formalmente legittima.
Questo rincorrere le percentuali rischia un effetto boomerang per chi vuole riscrivere le regole?
La risposta potrebbe essere positiva in quanto è noto che modificare le regole elettorali in risposta ai rapporti di forza del momento può produrre effetti inattesi.
Ci sono almeno tre possibili effetti boomerang:
- Rafforzare la narrativa dell’avversario. Se un leader riesce a convincere parte dell’elettorato che “stanno cambiando le regole per fermarmi”, può trasformare una misura tecnica in uno strumento di mobilitazione politica. È una dinamica già vista in diversi Paesi.
- Conseguenze imprevedibili. Le leggi elettorali hanno spesso effetti difficili da prevedere. Una soglia, un premio di maggioranza o una modifica alla raccolta firme possono finire per favorire partiti diversi da quelli che il legislatore aveva in mente. La storia italiana è ricca di esempi di riforme che hanno prodotto risultati inattesi.
- Perdita di legittimità percepita. Anche quando una riforma è perfettamente legittima dal punto di vista costituzionale, se viene percepita come “scritta contro qualcuno” può aumentare la sfiducia nelle istituzioni e alimentare la polarizzazione.
Nel caso di Vannacci è ancora presto per dire quale sarà l’effetto politico. Se il suo consenso dovesse crescere ulteriormente, potrebbe sfruttare la vicenda per rafforzare il messaggio di essere ostacolato dall’establishment. Se invece il consenso dovesse arrestarsi, la questione potrebbe avere un impatto modesto.
In definitiva, la storia insegna che le leggi elettorali sono tra gli strumenti più delicati della politica: quando vengono percepite come orientate a incidere sulla competizione tra singoli attori, il rischio di un effetto boomerang esiste e non è trascurabile, anche se non è inevitabile.
© 2026 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Immagine di copertina ottenuta con AI ChatGPT
Scarica in PDF

Mosca, cosa c’é di male a correggere?
E’ un errore da poco, solo una lingua da perfezionare.
Può capitare a tutti e ci si aiuta reciprocamente come é giusto in una seria informazione per una comunità di lettori adulta.
Intendiamoci, io voto e sostengo Vannacci, Salvini e Russia Unita.
Ho interesse che ci sia questo tipo di articoli e ringrazio il gentile autore che pone da fuori il tema con suo e nostro preciso interesse.
Fulvio
Il mio commento: apprezzo molto l’articolo e questo tipo di informazione.
Spero possiamo di nuovo condividere queste tematiche.
Grazie, Fulvio
Mi chiedo perché nessuno voglia intervenire con un commento.
Non costa niente, forza!
Chi sarebbe il soggetto in foto di copertina, prodotta con AI ?
Sembra un mix tra Renzi e Vannacci, davvero é quello!
Spero che una battuta così non sia sgradita a chi modera i commenti.
E neanche si dovrebbe discutere ciò.
Un sorriso ed una riflessione é utile a chi desidera consenso.
Si tratta di accettare un contributo leggero ed, in senso lato, accettare l’approvazione seppure non inquadrata.
Anche la critica é estremamente funzionale al consenso, lo sanno tutti.
Suvvia, come si può rinchiudersi a negare le opinioni proprio nel momento massimo di spinta degli attori con più interessi nel movimento di Vannacci verso l’elettorato italiano.
Dunque nessuno interviene?
Eppure c’é stato un invito esplicito, cordiale e generoso ai lettori per un commento.
Peccato, é un’occasione mancata.
Ma c’é ancora molto tempo per un commento sul concetto di “Perdita di legittimità percepita”.
Se l’articolo rimane, tutti i lettori possono commentarlo gratuitamente.
(io voto Vannacci)