Il giallo di Alessandro Maurizi si ispira alla vicenda di Federico Giorio, funzionario di Questura realmente esistito e autore di un libro di denuncia della corruzione della Pubblica Sicurezza
Verona, 1880. Un grande esodo sta svuotando le campagne: l’America è vista come la Terra Promessa e migliaia di contadini oltre la soglia della povertà vendono tutto per correre a Genova, e lì imbarcarsi sui grandi piroscafi della speranza, reclamizzati dalla Casa Generale di Spedizioni Marittime del ricco Isaia Bordignon.
Federico Giorio, giovane procuratore legale e fervente repubblicano, non è riuscito a incastrare il losco faccendiere e per punizione viene assegnato a un caso minore: il brutale omicidio di un esattore male in arnese.
Il declassamento, però, per un incredibile incrocio del destino si rivela provvidenziale per la vicenda degli emigranti: per proseguire le indagini, Federico Giorio dovrà muoversi in segreto, assieme al fedele appuntato Venier, al piccolo Bacchetto, all’affascinante prostituta Emilia e a Ginevra, una ragazza che vuole diventare medico.
Una squadra bizzarra: gli invisibili di San Zeno, dal nome del quartiere veronese dove sorge l’omonima basilica. Il giovane procuratore indaga così su una catena di efferati omicidi e finisce con l’imbattersi in una rete di connivenze altolocate ancor più criminosa.
Alessandro Maurizi, l’autore de “Gli invisibili di San Zeno” (Mondadori, 2024), in più di 300 pagine, propone questa elaborata trama poliziesca a carattere storico, ambientata in un’inaspettata Verona scura e brumosa, lontana dalle immagini turistiche, una cittadina di provincia che diviene teatro di performances criminali che ricordano quelle del pressoché coevo Jack the Ripper. Una scelta che scaturisce da una serie di circostanze che lo stesso autore chiarisce al lettore nella sua Nota storica che conclude il libro.
Federico Giorio non è soltanto il protagonista di un romanzo ambientato nella Verona di fine Ottocento, ma è un personaggio realmente esistito, protagonista di una vicenda dolorosa: di origini veronesi, è nato nel 1855 e, nel gennaio del 1881, viene ammesso a far pratica presso la Questura di Milano come “alunno” (primo livello della carriera, secondo la terminologia burocratica del tempo), in particolare come addetto a una delle Sezioni cittadine, la VII di Borgo degli Ortolani. Possiede tutti i requisiti per diventare un valido agente dell’Amministrazione di Pubblica Sicurezza: una solida formazione universitaria, origini sociali decorose e il sostegno di una famiglia borghese. Tuttavia, in lui persiste ancora l’inquietudine tipica della giovinezza; è brillante e dinamico nel lavoro, ma non riesce a sentirsi appagato dalla propria situazione. Malgrado il trasferimento alla Questura di Udine, non si ambienta e viene licenziato nel 1882, quando non sono ancora trascorsi due anni di servizio.
Tornato a Milano, dopo aver svolto attività giornalistica, sul finire dell’anno pubblica il volumetto “Ricordi di Questura”, dove denuncia corruzione e gravi abusi di potere nella Pubblica Sicurezza. Il saggio desta un grave scandalo, Giorio viene processato per diffamazione a mezzo stampa su denuncia della Questura milanese. Dopo un clamoroso dibattimento in diciotto udienze, è condannato a quattro mesi di reclusione e a 300 lire di multa, oltre al sequestro del libro “Ricordi di Questura” (*).
Il caso ha voluto che una delle poche copie sopravvissute sia finita nelle mani di Alessandro Maurizi, autore di alcuni libri gialli, ma anche ispettore della Polizia di Stato. Ispirandosi alla vera storia di Giorio, che ha pagato cara la sua onestà, il nostro autore gli ha donato con questo suo libro una seconda vita, trasformandolo da eroe misconosciuto in un personaggio letterario. Un affascinante esempio di come la narrativa possa intrecciarsi con la storia per restituire voce a figure dimenticate e a vicende rimosse.
L’idea che la catena di efferati omicidi prenda origine dallo sfruttamento dell’emigrazione attuato da intermediari autorizzati dalla Questura trova un preciso riscontro nel libro di Giorio, il quale denuncia l’omesso controllo dell’attività degli agenti d’emigrazione, controllo che avrebbe dovuto reprimere le truffe da loro ripetutamente attuate. Nel 1880, quando lavorava come giornalista a Verona, Giorio aveva già considerato queste inadempienze dei funzionari di Questura in alcuni suoi articoli, pubblicati sul giornale “Adige”, tali da provocare addirittura alcuni arresti tra questi intermediari, in seguito assolti per carenze della normativa. Quando il discorso sull’emigrazione viene affrontato nel corso del dibattimento, Giorio riscuote una certa simpatia da parte del pubblico (**).
Ecco, quindi, la genesi de “Gli invisibili di San Zeno” nel quale Maurizi intende proporre non un personaggio di fantasia, ma un “collega” che ha per così dire anticipato le profonde riforme dell’Amministrazione di Pubblica Sicurezza: «Come poliziotto sono grato a Federico Giorio non solo perché ha ispirato questa storia romanzata tra verità e fantasia, ma perché è stato da pungolo per arrivare alla Polizia di Stato di oggi, diventata un’istituzione democratica e all’avanguardia rispetto a quelle europee», scrive nella sua Nota storica.
Il recupero della figura di Giorio è il vero cuore pulsante del libro. Maurizi intende ricordarlo e valorizzarlo con questa trasformazione in un eroe letterario, capace di ispirare una riflessione sulla giustizia, sull’etica professionale e sull’evoluzione della Polizia di Stato. Dimostra una notevole capacità di gestione della trama e dei personaggi e lascia intravedere future indagini ambientate nello stesso universo narrativo. Il suo stile, attento alla ricostruzione storica ma anche alla tensione narrativa, rende “Gli invisibili di San Zeno” una lettura avvincente per chi ama il giallo, la storia e le storie di coraggio civile.
Alessandro Maurizi è nato nel 1965 a Tuscania. Ispettore della Polizia di Stato, vive e lavora a Viterbo.
(*) Ricordi di Questura di Federico Giorio è stato ristampato nel 2021 da Biblion Edizioni srl di Milano, a cura di Marco Soresina, autore anche dell’approfondito saggio introduttivo dal quale abbiamo tratto le informazioni sulla biografia di Giorio e sul suo processo.
(**) Notizie tratte dal già citato saggio introduttivo di Marco Soresina.
Alessandro Maurizi
Gli invisibili di San Zeno
Mondadori, Milano, 2024 – 344 pagine – € 18,00
ISBN: 9788804774341
Scarica in PDF
