Il sondaggio del Corriere
Ormai la politica politicante galleggia sulle mediocrità, sull’agire stile asilo infantile di una sinistra allo sbando, pronta a vedere il dito e ignorare la mano, nelle polemiche futili e banali, vomitate ogni giorno contro il governo e il premier Giorgia Meloni in particolare.
I Rapporti di forza a livello mondiale stanno mutando, mentre i conflitti proseguono, magari sottotraccia, ma continuano a mietere vite innocenti. Costoro non si pongono minimamente la domanda su quel che sarà il nostro peso nella lotta titanica tra i detentori del potere nel mondo, nel prossimo futuro, ma continuano a baloccarsi su quisquiglie nazionali di poco conto.
Intanto rischiamo di perderci le occasioni storiche, che proprio in momenti di crisi a livello mondiale, un Paese avveduto potrebbe cogliere. Poi con lo spetro per alcuni e la certezza per altri, si avvicina il voto politico del 2027, ma tutto potrà ancora accadere.
Nel frattempo, stando a sondaggi ufficiali e alle sensazioni che si ricavano parlando con la gente, il generale Vannacci cresce sempre più nei rilievi. Domenica cinque luglio Nando Pagnoncelli, sondaggista noto e stimato, gli accredita sul Corriere della Sera un buon sei per cento. E non è poco.
L’analisi del Corriere è chiara e i numeri sono evidenti. Dopo aver prosciugato la Lega e recuperato i suoi fans — più o meno mezzo milione d’elettori — ora l’erosione coinvolge l’elettorato di Fratelli d’Italia e non solo. Il generale pare che stia anche reclutando al voto un numero consistente di astenuti. Gente adirata, che da anni ha rinunciato a votare. Per protesta, per disincanto, per disistima, per uscire dal coro degli evirati cantori.
Torna utile, per capire, analizzare il bacino geografico di riferimento di Vannacci, fecondo nei piccoli-medi comuni, ove l’Italia è dimenticata dalle istituzioni; sfonda nel Nord Ovest, mentre fatica nelle metropoli e al Sud clientelare. Lo zoccolo duro oscilla tra persone di ceto medio (34,8%) e medio basso (30,8%), lo storico blocco sociale della destra.
Molti i giovani o appena meno giovani (34%). Ad oggi, sempre per Pagnoncelli, si prospetta all’ipotesi FNV un bacino elettorale di 1.680.000 italiani. Numeri in crescita. Insomma, il generale piace, interessa e convince. Una somma di dati che dovrebbero far riflettere le principali forze di governo, ma anche i totalitari dell’opposizione.
A Vannacci manca un vero partito, una struttura seria e credibile sul territorio. Al momento ha imbarcato dalla partitocrazia, personaggi d’ogni tipo e affatto presentabili, come gli ultimi consiglieri di Circoscrizione, ma è riuscito ad intercettare il profondissimo scontento di un notevole segmento dell’elettorato.
Donne e uomini delusi dall’annunciato e mancato cambiamento, donne e uomini del tutto indifferenti alle alchimie sulla legge elettorale e dai luoghi comuni ostentati da personaggi ormai decotti, come Matteo Salvini che si oppone all’introduzione delle preferenze nella riforma elettorale, per continuare ad imporre agli elettori, i vomitevoli yes men che continua da anni a mandare in parlamento, con i risultati ben noti.
I sostenitori di Vannacci sono delusi e sempre più angosciati per le bollette sempre più care, per la spesa sempre più pesante, con problemi quotidiani sempre più pressanti, anche a causa della burocrazia informatica che emargina il cittadino.
L’ira sale per i contributi erogati dal governo ai nullafacenti, a spese di una mancata riforma pensionistica che consideri i lavori usuranti. A questa galassia di scontenti già indignati dalle conseguenze subite dalla folle guerra in Ucraina, della Russia, dell’Iran, per tacere di Israele e le sue lobby sparse nel mondo, odiate dai più, si aggiungono le imponenti spese militari pretese da Trump e approvate da Crosetto.
Per tutti poi, i problemi basilari stanno nel carrello della spesa, la sicurezza nei quartieri di residenza, il diritto alla sanità pubblica, una scuola decente per i figli, la bolletta della luce e del gas. Piccole cose, ma queste piccole cose il generale sembra averle comprese. E le vuole interpretare.
A oggi non si consce il suo programma di politica economica, per cui, in attesa, si confida che ebbro del successo, non sbrighi come banalità, tematiche importanti per la sopravvivenza dell’Italia.
Chissà se nelle riunioni ristrette della maggioranza qualcuno si ponga domande, ma soprattutto rifletta sulle proprie pochezze, prima di affrontare la sfida elettorale in campo aperto. Non c’è più tempo da perdere, le elezioni sono vicine.

“I sostenitori di Vannacci sono delusi e sempre più angosciati per le bollette sempre più care, per la spesa sempre più pesante, con problemi quotidiani sempre più pressanti, anche a causa della burocrazia informatica che emargina il cittadino” dice l’articolo.
E’ vero!
Io personalmente voto Vannacci e Salvini.
Anche mio zio Enrico li vota, siamo del ceto medio basso, lui é incapiente e analfabeta e ha sempre amato Berlusconi.
Mi spiega che li vota perché vuole più rigore e attributi, meno criminali che la sinistra accoglie.
Anche Ahmed dell’Egitto vuole Vannacci e Salvini come me. Lui sgrida la moglie e i figli perché l’uomo deve fare questo, é scritto nei Libri Sacri.
Qual’é il problema?
Non bisogna dirlo?
Fulvio