La sinistra rende ancora una volta palese la saldatura con l’islamismo radicale
Dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele e la notizia della morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, di cui Civico20news ha dato notizia nella serata di sabato con il titolo lapidario “Khamenei è morto”, arriva un aggiornamento importante.
Anche l’ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, è rimasto ucciso nei raid statunitensi e israeliani su Teheran. Lo riporta l’agenzia iraniana Ilna e alcuni media israeliani. “Il capo del nono e del decimo governo iraniano è stato ucciso in un attacco del regime sionista e degli Stati Uniti nel distretto di Narmak a Teheran”, scrive l’agenzia Ilna.
In Iran, il presidente è il capo del governo. Le autorità ufficiali e l’ufficio dell’ex leader non hanno ancora confermato la morte di Ahmadinejad, presidente dell’Iran dal 2005 al 2013. La residenza di Khamenei, come documentato dalle immagini del New York Times, è stata completamente distrutta durante il massiccio attacco
Quali sono state le reazioni a caldo? Molti abitanti sono scesi per le strade delle principali città del Paese. I video che circolano sui social mostrano scene di esultanza a Teheran, con centinaia di iraniani che, dai balconi e dalle finestre, hanno applaudito e gridato di gioia: «Questa è l’ultima battaglia».Da questa mattina i social sono invasi dalle immagine dei festeggiamenti anche a Teheran: mentre i missili squarciavano i cieli della Capitale iraniana, nelle scuole gli studenti scandivano slogan contro l’ayatollah e contro il regime islamico teocratico che per troppo tempo ha soffocato il Paese. Le donne sono scese in strada senza velo, dai balconi sono state effettuate riprese delle colonne di fumo che si sollevavano dai siti legati al regime tra grida di giubilo.
Anche in Italia gli Iraniani manifestano la lor gioia, mentre la sinistra di casa nostra ha assunto una posizione quanto meno inopportuna sull’evoluzione del conflitto mediorientale, schierandosi contro Usa, Israele e Occidente.
Gli iraniani in Italia stanno festeggiando per le strade la fine dell’ayatollah Khamenei. Nel quartiere San Giovanni di Roma è scoppiata la festa tra musica e bandiere, quelle storiche, le “Shir-o-Khorshid”, con sole e leone, simbolo storico potentissimo che ha rappresentato l’Iran per secoli prima della rivoluzione islamica del 1979.
Con la Rivoluzione Islamica, il simbolo del leone e del sole è stato rimosso dalla bandiera ufficiale, sostituito dall’attuale emblema rosso che rappresenta la parola “Allah” stilizzata. Ma la festa non si è svolta solamente a Roma perché in tutte le città in cui ci sono comunità iraniane ci sono stati momenti di festa e di gioia. “Oggi è il giorno più bello della nostra vita. È finita la peggiore dittatura del mondo”, ha detto al microfono un giovane iraniano che era in piazza a Genova assieme a 300 connazionali nel momento in cui è stata annunciata la morte di Khamenei. “Abbiamo perso amici, fratelli, sorelle… Per anni abbiamo vissuto con la paura, con internet bloccato, con la repressione. Ora finalmente possiamo sperare in un futuro diverso, senza più Khamenei e i suoi Guardiani della Rivoluzione”, hanno detto ancora. Festa grande a Bologna e a Milano, ove centinaia di persone si sono ritrovate in tarda serata in piazza del Duomo. Anche qui musica e balli hanno caratterizzato il momento di gioia per l’attacco israelo-americano su Teheran.
Diversa la posizione delle sinistre, perché il Pd tifa Pasdaran. L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, con le bombe che hanno colpito Teheran con l’obiettivo dichiarato (da Trump e da Netanyahu) di far cadere il regime di Khamenei e Ayatollah, ha scatenato i commenti indignati degli esponenti democratici nostrani.
” Come saranno trattati i dossier sui tavoli di Comitato Olimpico e Paralimpico Internazionale con questa clamorosa violazione della tregua olimpica da parte di Usa e Israele? – commenta Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Pd, che prende la questione da un punto di vista decisamente “laterale” -. La tregua olimpica, di cui tanto ci si è riempito la bocca, è in vigore dal settimo giorno precedente l’inizio dei Giochi Olimpici al settimo giorno successivo alla fine dei Giochi Paralimpici. A meno che, come Tajani insegna, anche la tregua olimpica valga ‘fino a un certo punto”.
Come in altre situazioni internazionali, la polemica del Nazareno è tutta con Palazzo Chigi. “Nel mezzo delle trattative tra Usa e Iran, Israele questa notte ha nuovamente attaccato Teheran dando la possibilità a Trump di unirsi all’azione e colpire militarmente dove avrebbe dovuto prevalere il dialogo, come avvenne nel 2015 quando i negoziati andarono a buon fine – sottolinea Laura Boldrini, deputata dem -. È inevitabile che l’Iran risponda, essendo stato colpito per primo. Lo sta facendo lanciando missili sui paesi del Golfo alleati di Trump.
Il rischio di una reazione a catena che generi un’escalation aprendo a un conflitto in tutta la regione è elevatissimo. E che sia chiaro: tutto questo non ha niente a che vedere con la battaglia per la libertà e la democrazia del popolo iraniano. Ha a che vedere, invece, con gli interessi di Israele e degli Usa nell’area. L’Ue e l’Italia, conclude Boldrini, usino parole ferme di condanna verso tutto questo, non solo la ‘speranza che si concluda presto come ha fatto il ministro Tajani dimostrando tutta la sua inadeguatezza. Non è accettabile, per quanto odioso sia il regime degli ayatollah, permettere a un paese di attaccarne deliberatamente un altro provocando l’ennesima guerra”.
Ed Elly Schlein? La segretaria, intervenendo a Miano a un evento del partito sulla salute, si dice “preoccupata e angosciata” da quanto sta accadendo in Medio Oriente. “Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti. E invece lo vediamo qui, si apre di nuovo la strada a una pericolosa escalation al di fuori del diritto internazionale delle sedi multilaterali. Una escalation che può avere dei risvolti. Imprevedibili”
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