Opera di Luigi Ballarin
Un contributo di Michele Lotter
Mentre, ancora oggi, gran parte della cultura accademica ha difficoltà ad ammettere il contributo del pensiero esoterico nello sviluppo della scienza moderna, ormai da tempo riconosce il ruolo di quest’ultimo nell’evoluzione delle Arti. Del resto, “Esoterismo e Arte”, come pure “Arte e Mistero”, sono binomi inseparabili e una costante nella storia della cultura fin dall’antichità.
L’Arte figurativa del Rinascimento, forse la più esoterica, incluse grandissimi artisti che, al tempo stesso, furono conoscitori ed esponenti del mondo occulto. Solo per citarne alcuni, menzioneremo Leonardo da Vinci (1452-1519), Albrecht Dürer (1471-1528), i veneziani Giorgione (1478-1510) e Lorenzo Lotto (1480-1556) o il parmense Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (1503-1540). Nel periodo barocco troviamo ad esempio Rembrandt (1606-1669) e nell’epoca moderna gli austriaci Egon Schiele (1890-1918) e Gustav Klimt (1862-1918).
Tuttavia forse la più misteriosa ed esoterica delle Arti è la musica, per la sua doppia natura fisica e corporea (il materiale sonoro) e nel contempo astratta e incorporea (ritmo, rapporti matematici, armonia, ecc.) nonchè per i potenti effetti che produce sulla psiche umana.
Come scrisse un ricercatore francese della prima metà del ‘900, Serge Raynaud:
“La pittura, l’architettura, la poesia, possono essere contemplate a piacere; si può studiare nei dettagli una rima, analizzare a lungo una tela colorata. Nulla di ciò si può fare con la musica, nella quale tutto è movimento [….] i suoni fuggitivi devono essere colti nell’istante stesso.
[…] La musica è signora e padrona del movimento”.
Fino al XVII sec., l’Astrologia, la Magia e la concezione della struttura musicale del Cosmo avevano un posto rilevante nello sviluppo culturale e, in parte, perfino nel pensiero scientifico che era in gestazione. Si trattava di un’eredità derivante dalle dottrine pitagoriche e platoniche che si fondavano sulle relazioni matematiche e musicali alla base della costituzione di corpo, anima, mente e spirito, come pure dei corpi celesti e di tutta la natura. Ancora, fin dall’antichità (Egitto, Cina, India, Grecia, Roma) erano note le proprietà terapeutiche della musica. Scriveva, ad esempio un autore latino, Marco Anneo Lucano (39-65), in Pharsalia, Liber IX-339:
“La peste fugge sotto l’influenza del canto”.
Così, nel primo Rinascimento, il filosofo fiorentino Marsilio Ficino (1433 – 1499) affermava:
“Il mondo intero è un unico essere vivente che balla al ritmo della musica”.
Quasi due secoli dopo, l’erudito gesuita Athanasius Kircher (1602 – 1680) ritenne che la musica fosse:
“…una medicina straordinaria, che allontana tutte le malattie …”. È noto il suo studio sulla tarantella dell’Italia meridionale, intesa come antidoto per il morso velenoso della tarantola.
Johannes Kepler (1571 – 1630) nel 1619 pubblicò il trattato Harmonices Mundi, nel quale discuteva le analogie fra l’armonia musicale, la congruenza nelle forme geometriche, i fenomeni fisici e i moti dei corpi celesti. Fin dai tempi antichi, le proporzioni armoniche dei movimenti dei pianeti costituivano la cosiddetta “Musica delle Sfere”, percepibile dall’anima sensibile dei mistici o degli artisti, che l’avrebbero riprodotta gli uni attraverso la loro vita e gli altri con la loro musica.
Michael Maier (1568 – 1622), medico, alchimista e musicista tedesco, consigliere dell’Imperatore Rodolfo d’Asburgo, fu uno dei principali esponenti de la dottrina rosacrociana. Nella sua opera Atalanta fugiens (1617), illustrò le fasi del processo alchemico con 50 incisioni simboliche, ciascuna accompagnata da un epigramma e da una breve fuga a tre voci, riunendo così in una sola mirabile opera di sintesi l’arte figurativa, letteraria e musicale, in un contesto iniziatico espresso in linguaggio ermetico.
Successivamente vanno ricordati vari musicisti affiliati alla Massoneria, come Francesco Geminiani (1687-1762), Franz Joseph Haydn (1732-1809), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Luigi Cherubini (1760-1842), Gaspare Spontini (1774-1851) y Jean Sibelius (1865-1957) che attribuirono un chiaro significato simbolico alle tonalità, in base alle alterazioni (diesis e bemolle) poste in chiave. La Musica funebre massonica in Do minore K1477 composta da Mozart nel 1785 per la morte di due “Fratelli” Massoni (il duca di Meclemburgo-Strelizte il conte Esterhazy von Galantha) fu concepita come musica rituale di accompagnamento per la cerimonia di investitura al grado di Maestro Massone. Il tema scritto negli arcaici modi liturgici gregoriani si associa a elementi audacemente moderni; inizia con lunghi accordi dei fiati, simili a profondi sospiri e una dolente frase dei primi violini e cupi interventi di corni e controfagotto, alludendo a un dolore profondo ma dignitoso. Tuttavia non cede alla disperazione ma termina con un accordo in Do maggiore, che lascia intravedere un bagliore di speranza.
A cavallo tra l’800 e il ‘900, Claude Debussy (1862-1918), scrisse varie opere impiegando scale musicali antiche e la Sezione Aurea, tramite le quali otteneva potenti effetti suggestivi nella psiche dell’ascoltatore. Come infatti aveva già intuito Pitagora, il potere del suono può trasformare una persona, equilibrandone o alterandone l’armonia interiore e consentendole di raggiungere «altri piani».
Riassumendo, gli artisti in genere, così come anticamente il Mago Teurgo e l’Iniziato, stabiliscono un piano in cui interagiscono e cooperano elementi «spirituali», cosmici, naturali e umani.
Il quesito, a questo punto, è il seguente: quali relazioni possiamo riconoscere tra Esoterismo e Arte? Di solito si intende con il termine Esoterismo una conoscenza destinata solo a una cerchia ristretta di individui e pertanto identificata con qualcosa di misterioso e oscuro, perché occulto. Da ciò deriva anche la diffidenza nei confronti di tutto ciò che sia definito come esoterico.
Ma in realtà questa definizione è parziale e fuorviante.
“Esoterico” deriva dal termine greco-antico ἐσώτερος (esṓteros) che significa «interiore» ed indica pertanto qualcosa che è relativo alla natura interna dell’essere umano e che si scopre attraverso un lungo lavoro di introspezione e conoscenza di sé. Questa natura interiore corrisponde al nucleo centrale e fondante della nostra esistenza, l’Essere.
Caratteristiche tipiche del pensiero esoterico sono: 1) La convinzione che vi sia una corrispondenza analogica tra il macrocosmo (il mondo, l’universo) e il microcosmo (l’Essere umano), in modo tale che uno si riflette nell’altro e viceversa. 2) L’universo si intende ordinato e gerarchizzato in una serie di “piani di manifestazione” o mondi in cui si passa dalla impalpabilità dello Spirito alla densità della materia, transitando per la dimensione psichica (o energetica) e mentale. 3) L’Essere umano, attraverso un percorso personale di conoscenza di sé, può accedere alla conoscenza di tale Ordine cosmico, presente anche in se stesso. Questo percorso è custodito e trasmesso da alcune correnti tradizionali e comunemente chiamato Via Iniziatica. 4) Tutte le dottrine, scuole, tradizioni spirituali, religiose o laiche, derivano da una Tradizione primordiale originaria.
Sempre ritenendo che i significati più profondi e autentici delle parole risiedano nei loro etimi originari, indaghiamo ora da dove deriva il termine “Arte”.
La radice indoeuropea AR = “andare verso, avvicinare” (che si trasforma nel Sanscrito in RTI o RIT (RD) fu alla base di un ampio ventaglio semantico giunto fino a noi attraverso svariati termini, collegati tra loro. In Persiano AIR-Ya significava “eccellente, nobile”, in quanto “ben composto”. Questo termine fu trasmesso al Greco antico dove troviamo una serie di termini che suggeriscono la nobiltà, la compiutezza e la perfezione (ÀRISTOS = “ottimo, nobile”; ARETÈ = “virtù, cosa adeguata”; ARMONÌA = “unione e perfezione”, ecc. Ancora in Greco troviamo ARITHMÒS = “numero” e RHÝTMOS “movimento (o misura del movimento)”. Tali concetti di perfezione e armonia sono stati recepiti dal Latino e li ritroviamo nei termini RITUS = “rito”, ORDO = “ordinamento, ordine” e infine nell’Italiano ORDITO = “tessuto a trama regolare con fili principali disposti verticalmente”.
Tutti questi significati concorrono a fornirci il significato profondo del termine ARTE, che è non solo un’attività umana volta a produrre qualcosa di armonico, nobile, elevato, ma anche e soprattutto qualcosa che “va incontro, che si muove verso”…
Da dove viene e verso chi è diretta? L’ARTE viene dall’Essere umano, grazie a un percorso di interiorizzazione in cui l’individuo, con modalità sovrarazionali che appaiono come misteriose, contatta gli strati più interni della sua essenza e poi si rivolge al suo intorno per comunicare tali esperienze agli altri individui.
Non trattandosi di un processo mediato dalla ragione, l’artista deve trovare una modalità di espressione che non sia fondata solo sulla parola comune; quindi usa il linguaggio simbolico, potente strumento di suggestione più che di spiegazione, per propiziare nello spettatore, attraverso le sue opere, l’esperienza da lui vissuta nella sua interiorità.
Il simbolo è il comun denominatore tra il linguaggio dell’Esoterismo e il linguaggio dell’Arte. Esso permette di esprimere, senza l’ansia di definire e circoscrivere, una infinita gamma di esperienze interiori estremamente intense. Il linguaggio simbolico serve a tendere ponti tra ciò che è indicibile e ciò che si può dire e diventa pertanto strumento privilegiato sia delle Tradizioni Iniziatiche sia del mondo dell’Arte. In entrambi i casi, l’Iniziato durante il suo percorso e lo spettatore di fronte a un’opera d’arte intuiranno e vivranno esperienze profonde, benché con sfumature diverse e personali, in base al vissuto e alla sensibilità individuale.
In campo artistico i simboli possono appartenere sia alla sfera visiva (colori), sia alla sfera acustica (suoni, canto), sia a quella spaziale (forme, movimenti). Anche la parola può essere usata come simbolo, quando essa venga impiegata nell’ambito della poesia.
Il processo di creazione artistica è un fatto che attiene esclusivamente all’artista nella sua interiorità (e quindi non necessita di un pubblico). L’Arte è tuttavia anche una necessità di “andare verso” e, di conseguenza l’artista si muoverà verso un interlocutore, il suo pubblico, nel tentativo di trasmettergli l’esperienza interiore vissuta. Scriveva S. Raynaud:
“Il compositore lascia generalmente al suo genio immaginativo cogliere note in una sfera psichica. Proietta sul pentagramma le note che percepisce istintivamente, senza analizzarle; soltanto dopo avviene la rettifica della tecnica. In un certo senso, ciò che avviene è una sorta di “incarnazione sonora”. Il musicista è il «medium» per mezzo del quale la Musica delle Sfere si infiltra nel mondo-materiale verrà immediatamente modellata dal compositore che conosce le regole del savoir-faire musicale, e traduce per gli esseri umani questa sonorità che discende dal Divino”.
Ecco dunque come, con la mediazione del simbolo, sia l’Esoterismo che l’Arte si prefiggono un percorso che dall’interno dell’individuo va verso l’esterno di sé, e che quindi mette in contatto l’Essere con l’umano e quest’ultimo con i suoi simili. Entrambi si propongono l’Unione.
Nel corso della sua premiazione con la Palma d’Oro al 78° Festival del Cinema di Cannes del 2025, l’attore Robert De Niro ha dichiarato: «l’arte è il crogiolo che unisce le persone … L’arte cerca la verità, abbraccia la diversità … è per questo che è odiata da tutti i totalitarismi”. Lo stesso potremmo sostenere per la Tradizione Iniziatica, che è stata perseguitata in momenti diversi sia dalla religione che dai regimi fascisti e comunisti.
Ricordiamo le parole dell’Inno alla Gioia del Massone Friederich Schiller, musicate in modo sublime da Ludwig Van Beethoven (1824) nella sua IX Sinfonia:
“Gioia, bella scintilla divina, … Ebbri di fuoco noi entriamo … nel tuo santuario…
Tutti gli uomini divengono fratelli, là dove indugia la tua morbida ala. Abbracciamoci, o milioni! … Fratelli, sopra il cielo stellato deve abitare un Padre affettuoso!
Soffrite con coraggio … per un mondo migliore! Lassù, sopra la volta stellata un grande Dio sarà la ricompensa! Dimenticati siano astio e vendetta, … per l’eternità verso amici e nemici…
O Gioia aziona le ruote nel grande meccanismo del mondo”.
