Immaginare e progettare già oggi l'”Urbe dell’Anziano” nel Belpaesello per vecchierelli all’epoca “argentea” della Terzetà avanzata, tra utopie, soluzioni trasognate e incubi postumani futuristici
Mentre alcuni stacanovisti – in prima-linea il vampiresco zarino Vlad Ras-Putin, vassallo del Celeste Imperatore mandarino Xi, e l’infaticabile leader spartano-sionista Bibi “Netangaz”, vittima che pare voler emulare gli himmleriani carnefici – si impegnano strenuamente, con metodi risoluti e risolutivi, a rimediare alla sovrappopolazione mondiale, coadiuvati da individuali sparatori sinistri, ambidestri e ultradestrorsi, nazioni come il grandioso Giappone isolano e la peninsulare minuscola italietta nostra si trovano a fronteggiare un drammatico calo demografico (invece gli Africani e gli Indiani dovrebbero darsi magari una calmatina…), che prelude alla “Gerontopolis”, la Città degli Ottuagenari: una sfida epocale nell’“argentea” Era della Terzetà avanzata.
Se, però, il “solitario” Sollevante, per ovviare al problema, secondo la propria tipica indole strascientista, si sta lanciando senza indugi verso una futuristica dimensione ipertecnologica, postumana, forse un pochino inquietante, servendosi di ciberobot e artifintelligenza per sopperire alle mancanze di manodopera (digitale e “bracciante”, reale o virtuale) e di assistenza a vecchietti e disabili, il lunatico Belpaesello dello Stivaletto, con la pedestre mentalità retrograda che lo caratterizza, ancora si barcamena con un antiquato sistema di sbilanciata bilancia economica tra generazioni, che, ideato nel paleolitico periodo del baby-boom, oggi – e domani – non può più reggere.
Saremmo dunque costretti ad affidarci alla tanto denigrata immigrazione, invariabilmente incontrollata e “clandestina”, per tamponare le falle pensionistiche dell’INPS (che si augura nuovi covid!…), importando in maggioranza disgraziati non qualificati, sfruttati dal caporalato, ricattabili, che abbassano i salari al limite della fame; dei risibili incentivi governativi alla natalità fruisce chi già figlierebbe lo stesso abbondantemente per obbedire al Corano: soldi buttati.
Da noi il lavoro e i lavoratori son poveri (a somiglianza dell’intero “Globo terracqueo”, l’abisso tra i rarissimi ricchissimi, che divorano famelicamente la torta delle risorse del Pianeta, e la massa dei miserabili, che si spar-tis-co-no le b-r-i-c-i-o-l-i-n-e, s’approfondisce esageratamente, in un processo irrefrenabile) e, di conseguenza, i contributi previdenziali risultano assai scarsi, insufficienti. Necessita cambiare paradigma.
Per garantire una pàtina di decente sanità pubblica (che si sta privatizzando) e non abbandonare i “grandi anziani” (orribile espressione della burocrazia ospedaliera) in case-di-riposo (eterno) a foggia di lager, o lasciarli in balìa degli appetiti di spregiudicate badanti, ingolosite dai nonnini in fase di demenza incipiente o conclamata, coi loro stuzzicanti cespiti ereditari, occorre immaginare, ripensare e riprogettare adesso la prossima società matura, nel complesso, concepire una organizzazione collettiva originale e sensata, orientata dai dati statistici, e applicarla prontamente: non imitare il modello nipponico, per cui manchiamo degli strumenti teorici e pratici di implementazione, ma escogitarne uno che coniughi migliori condizioni esistenziali a un minor (auspicabile) affollamento di abitanti.
Dimenticate per un momentino le sirene di fantomatici, carissimi ponti ciclopici tra Scilla e Cariddi, o sprecati hotspot pubblicitari per cani-randagi albanesi, bisogna – paradossalmente – favorire i giovani, per rafforzare la traballante impalcatura di una ageing o longevity Country (europea o asiatica che sia), puntando tutti gli esigui denari sulla costruzione di un’Urbe della Senilità basata su quattro pilastri:
1) Sull’esempio cinese, una formazione accademica-professionale di eccellente livello, che sforni profili altamente specializzati, molto bramati e profumatamente pagati dalle aziende e, in prospettiva, consumatori ad elevata propensione all’acquisto (col pil in robusta continua crescita, sempre tentando di imbrigliare il cavallo pazzo dell’inflazione galoppante, troppo sovente spronata dall’eccessivo costo dell’energia);
2) Cospicui investimenti in ricerca e sviluppo nei settori trainanti dell’industria avveniristica (inumando irrevocabilmente i dinosauri petrolfossili del passato);
3) Concrete (concrete!) facilitazioni alle famiglie per la gestione quotidiana dei bambini, da ’sti benedetti “nidi” ai congedi materni/paterni, alle scuole, ai bus, treni, carrozzelle eccetera;
4) Convinta promozione di salutari stili-di-vita e corretta alimentazione (qui in Enotria, landa di prelibatezze giovevoli al corpo e allo spirito), nonché meticolosa tutela natural-climatica, per ridurre il rischio di gravi patologie “ambientali” (quali cancro ed alzheimer) e scongiurare disastrose epidemie/pandemie, derivate dall’invasione dell’antroposfera nel campo animale-forestale, dal fragile equilibrio.
Quinto: crederci.
E affrettiamoci a marciare, alla velocità dei bersaglieri alla pia breccia vaticana!…
Dimostriamoci ingegnosi.

