Il procuratore generale della Corte dei Conti, Pio Silvestri
Richiamo sui balneari
La Corte dei Conti ha dato il suo parere positivo sul bilancio dello stato del 2024, ha apprezzato nella relazione le prospettive di crescita del Pil ma ha anche rilevato alcune criticità: su tutte le inaccettabili attese nella sanità pubblica e le proroghe sulle concessioni ai balneari.
Il via libera al bilancio 2024 arriva con le sue buone notizie, ma anche con le sue ombre. Se da un lato l’ente di controllo esprime una valutazione positiva sulle previsioni relative al PIL, dall’altro lato non manca di evidenziare alcune criticità.
Le principali aree d’ombra riguardano settori cruciali come la sanità, la difesa e i balneari. La sanità, sempre al centro del dibattito politico e delle politiche di bilancio, resta una delle voci più critiche. Nonostante il governo abbia fatto intendere di voler mettere mano ad una riforma strutturale, la Corte dei Conti sottolinea come la spesa sanitaria stia progressivamente erodendo risorse già destinate ad altri comparti vitali per il Paese.
Non basta un piccolo aumento delle risorse destinate agli ospedali e ai medici per risolvere un problema strutturale che affligge la sanità pubblica: la carenza di fondi, un’organizzazione inefficiente e l’aumento dei costi, che potrebbero tradursi in un vero e proprio cortocircuito per il sistema sanitario nazionale. Tanto da parlare del “vergognoso, per un Paese civile, fenomeno della lista d’attesa”.
“Intrinsecamente legato alla disponibilità di risorse finanziarie è il tema dell’efficienza del sistema sanitario: la tutela del fondamentale diritto alla salute rimane, a mio modo di vedere, centrale per definire il parametro di civiltà di un paese”.
Così il procuratore generale della Corte dei Conti, Pio Silvestri, in occasione del Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2024, sottolineando che sono
“imprescindibili la riorganizzazione ed il rafforzamento della medicina territoriale e di prossimità, quale realtà istituzionale più vicina al cittadino, sostenendo anche il ruolo delle Farmacie dei servizi, quale presidio diffuso capillarmente sul territorio nazionale insieme alla realizzazione, grazie ai fondi PNRR, delle Case della comunità e dell’Ospedale di comunità”.
Inoltre, prosegue, è
“necessario rimettere al centro del ‘villaggio salute’ il professionista sanitario (il medico e l’infermiere) in modo che, adeguatamente remunerato, possa essere determinante nei processi decisionali e di gestione delle strutture deputate alla cura. La rivalutazione del capitale umano risulterebbe anche funzionale all’abbattimento del vergognoso, per un Paese civile, fenomeno delle liste di attesa, garantendo al contempo la migliore uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale”.
Proprio sul tema delle liste d’attesa
“si deve positivamente salutare l’accordo, che sembra finalmente raggiunto nella Conferenza Stato-Regioni, finalizzato al superamento, si auspica definitivo, del problema”.
Tra i punti critici, la Corte si sofferma su una questione molto popolare come il rinnovo delle concessioni balneari. Ecco il passaggio.
La Corte “auspica che l’ulteriore congruo periodo di proroga” delle concessioni balneari “sia effettivamente l’ultimo e che si ponga in essere, nella fase delle gare, una scrupolosa vigilanza per evitare, o almeno contenere, l’infiltrazione della criminalità organizzata nelle procedure. Occorrerà un lavoro di costante sinergia tra magistratura, autorità amministrative e forze di polizia”.
E “in attesa di una valutazione delle autorità europee si deve notare la assai scarsa valorizzazione del principio della remuneratività della concessione per l’Ente concedente, principio che non sarebbe certo distonico rispetto alla legislazione di contabilità pubblica, che per i contratti attivi richiede il ricorso al pubblico incanto allo scopo di massimizzare l’introito erariale”.
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