Tomaso Kemeny
Un grande lutto per il mondo della cultura
Tomaso Kemeny era nato a Budapest nel 1938: poeta, scrittore, critico letterario, drammaturgo e traduttore ungherese naturalizzato italiano, grande conoscitore e cultore di Shakespeare.
Ha vissuto dal 1948 a Milano ed è stato Professore Ordinario di Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Pavia.
Fondatore insieme a Giuseppe Conte e Stefano Zecchi della corrente letteraria Mitomodernismo è stato partecipe della vita culturale italiana non solo con opere scritte, ma con rituali e parate volte a risvegliare nei giovani il sentimento di appartenenza al genere umano che vive pienamente la propria vita e non si lascia imbrigliare da stereotipi e luoghi comuni.
Qui a Torino aveva dato vita a un evento particolare, dal titolo “Anima-li in libertà” in cui poeti e personaggi del mondo cittadino coinvolti in una raccolta fondi per le Dimore San Giovanni avevano realizzato uno spettacolo davvero divertente.
Ha lasciato il corpo martedì 5 novembre nella sua abitazione di Milano avvolto dall’amore di quanti gli hanno voluto bene e che si sentono privati della presenza di un grande uomo.
Rimangono le sue poesie edite in diverse raccolte di cui queste sono una piccola testimonianza.

Per un soldato
Morì combattendo / nel suo corpo / congelato / caldo / era il piombo nemico / un commilitone / gli tolse / l’orologio / un altro
le scarpe. / Lo ricoprì la neve / la Patria / guardava / altrove.
Da La morte è un’altra cosa
… e quando la luce tornerà alla luce sente che / tutto il potere sarà della poesia / dell’esistenza finalmente / anche per l’impossibilità innata / di venire a patti con la vita.

Sono veramente dispiaciuto. Ci siamo incontrati più volte ai convegni di «Poesia Attiva». Non di rado, essendo entrambi collezionisti di cravatte, commentavamo, divertiti o ammirati, quelle che indossavamo.
È stato un grande uomo di cultura.
Francesco Rodolfo Russo
Tomaso fu ed e’ un Maestro.
Ha illuminato e illumina la Poesia.
Al suo popolo di poeti ha insegnato e insegna coraggio, fede, amore e libertà!
Silvia Venuti