Federico Faggin
Alcune considerazioni sugli scritti di Federico Faggin
Federico Faggin, il noto fisico, inventore e imprenditore italiano, trasferitosi negli USA, dopo una esperienza mistica che lo ha coinvolto nel 1990, durante una vacanza invernale sul lago Toe, ha cambiato radicalmente stile di vita dedicandosi completamente allo studio della coscienza e della propria interiorità.
In un modello condiviso con il Prof. Giacomo D’Ariano dell’Università di …. Faggin espone le idee rivoluzionarie che stanno modificando alcuni paradigmi consolidati dalla Fisica classica.
Stiamo parlando, in particolare, di due concetti molto dibattuti: la Coscienza e il Libero Arbitrio.
La fisica classica non si è mai preoccupata molto di approfondire l’essenza della coscienza e ha negato, molto spesso, l’esistenza di un libero arbitrio.
La coscienza è descritta di fisici tradizionalisti come un fenomeno emergente dalla complessità del cervello degli animali superiori, in particolare dall’uomo.
Utilizzando il termine di “Epifenomeno” intende una manifestazione non ben definita della attività cerebrale, che, dal nulla, produce all’individuo, sensazioni, sentimenti, emozioni e tutte quelle caratteristiche che appartengono alla sfera delle suggestioni profonde, compresi i sentimenti di varia natura.
Faggin contesta radicalmente l’impostazione e le deduzioni di questa ipotesi, sostenendo che in nessun tipo di sistema elettronico si sia mai manifestato un fenomeno cosciente. In particolare anche nei PC più avanzati nessun segnale elettrico, che appartiene al piano della fisica classica, ha mai potuto dimostrare l’esistenza di una forma ci comprensione, a livello di significato, nella trasmissione o nell’elaborazione di quei segnali trasmessi attraverso i circuiti elettronici.
Solamente nei Sistemi viventi che non rispondono solamente alle leggi della fisica classica, ma sono anche interessati da quelli della fisica quantistica, è possibile osservare l’emersione di forme più o meno elevate di coscienza e libero arbitrio.
La fase seguente di queste considerazioni riguarda l’origine della coscienza.
Faggin giunge ad affermare:
Se partiamo dall’ipotesi che la consapevolezza esista ancora prima della materia del nostro mondo fisico, dobbiamo spiegare i concetti di spazio, tempo, materia ed energia, che sono correntemente considerati primitivi, con nuove concezioni derivanti direttamente dalla natura delle Unità di Consapevolezza.
Nel modello QIP, (Quantum Information-based Panpsichism), Faggin sottolinea il concetto di “Campo quantistico”, trovando precise analogie con le deduzioni della fisica quantistica che descrivono l’Universo come un sistema fatto di parti identificabili, maal tempo stesso inseparabili.
Per citare un esempio dovremmo pensare alla superficie del mare, il campo di cui sopra, immaginare delle onde, grandi e piccole che si muovono, appaiono e scompaiono.
Le onde sono visibili come entità separate dal mare, sebbene non possa esistere un limite di separazione tra mare e onde.
Quelli che noi chiamiamo molecole di Idrogeno, secondo la fisica quantistica, non sono particelle materiali, come gli atomi immaginati da Democrito, sono lo stato di un campo quantistico formato da due atomi che si sono uniti per formare una molecola di H2.
Lo stesso atomo di idrogeno si è formato da un elettrone e da un protone che appartenevano, da separati, a due campi quantistici distinti, il campo degli elettroni e quello di protoni, con le caratteristiche assolutamente peculiari di quei differenti campi.
Una volta entrati in contatto, l’elettrone con il protone, si è creato il campo dell’Idrogeno che non ha nessuna caratteristica simile a quella dei campi dei suoi costituenti.
Anche Marco Tullio Cicerone si pone verso le conclusioni di questo pensiero:
“Perché neghi che l’universo sia un’intelligenza cosciente, quando da vita ad intelligenze coscienti?” (La natura degli dei)
Possiamo ben comprendere come una visione dell’universo di questa portata possieda un effetto devastante, qualora venisse compresa in tutta la sua sostanza.
In altri punti Faggin affronta anche il problema della vita, affermando che la vita stessa contraddica, almeno ideologicamente, la tendenza naturale al disordine di tutto l’universo. Le forme viventi sono complesse, ordinate, in continua evoluzione. Comprendono e organizzano un numero spaventoso di unità biologiche, come proteine, nucleotidi, enzimi… creando strutture sempre più eterogenee e complicate, in grado di modificare l’ambiente e i pianeti sui quali la vita si sviluppa.
“La vita”, secondo il fisico italiano, “è un sistema olistico in cui tutto è interconnesso, e perciò non può essere spiegata come se si trattasse di un sistema riduzionista. Ogni organismo vivente èm in simbiosi con l’ambiente e interagisce continuamente con altri membri della propria e di altre specie, specie, come per esempio i membri di cui è predatore, quelli di cui è preda e quelli con cui collabora.” (Irriducibile, pag 114)
Sul fatto che l’opera di Faggin sia una autentica rivoluzione intellettuale non vi sono dubbi, sui tempi di acquisizione e accettazione di questi nuovi paradigmi da parte della scienza ufficiale… di dubbi ve ne sono molti, ma noi sappiamo anche che il Tempo è sempre galantuomo.
