9 Ottobre 2026

9 thoughts on “Il 2026 climatico e il giorno della Terra ammalata”

  1. Perfetta analisi credo ,dal mio ignorante punto di vista . Sicuramente i “ grandi “ della Terra badano più all’oggi che al domani e mettere d’accordo simili personaggi non è sicuramente una passeggiata. Credo che il Pianeta provvederà a fare un RESET prima o poi. Chissà quanti ne ha fatti in miliardi di anni. Ma saremmo capaci per esempio a tornare indietro, a perdere molte comodità create dal progresso?. Certo non può farlo il singolo individuo ma sarebbe penso una cosa buona per tutti.

  2. Tu parli di fatalismo, ma credo anch’io che sia troppo tardi. Anche il ritiro dei ghiacciai funziona da “gattochesimordelacoda”, con le terre scoperte che assorbono più calore…
    L’unica via di salvezza per il pianeta terra è la drastica riduzione del numero di umani che la popolano.

    1. Non parlo affatto di fatalismo, anzi, è lontano dai miei cinquant’anni di studio sull’argomento energetico-climatico. Non tutti leggono in fondo quello che scrivo anche tra le righe. È ovvio che anche il permafrost contribuirà, così come il riscaldamento delle acque che fa da serbatoio termico a contatto con l’aria, primo responsabile degli eventi climatici estremi. Nessun fatalismo, Ma una parentesi di ipotetica risposta. La guerra di Trump, ad esempio, sta obbligando molte scelte energetiche rinnovabili, poiché molti paesi hanno aperto gli occhi sulla dipendenza da fonti fossili. Non è la soluzione finale, è un inizio con tanto ritardo… Purtroppo

  3. Certo che la Terra è arrabbiata, e ha tutte le ragioni!
    Purtroppo la deforestazione, dovuta alla follia umana di voler cercare sempre nuove terre per le coltivazioni che vanno ad alimentare gli allevamenti intensivi, non si è fermata:procede, secondo l’ultimo rapporto FAO di ottobre 2025, al ritmo di 10,9 milioni di ettari l’anno! I Paesi che per ora non stanno facendo nulla per fermare tutto questo sono Bolivia e repubblica democratica del Congo. Altrove qualcosa gli Stati hanno fatto e faranno,ma troppo poco. Oltre alla deforestazione voluta dalla specie dei “sapiens”, c’è quella provocata dagli incendi sempre più devastanti…che è comunque causa e conseguenza del riscaldamento globale, ascrivibile sempre alla peggiore specie vivente sulla Terra.
    Hai ragione Carlo, quando dici che già molti anni fa scienziati e altre persone intelligenti avevano colto il problema e mettevano in guardia contro ciò che ora sta accadendo…povere Cassandre destinate a non essere credute, ma solo per interesse!
    Grazie per il bellissimo articolo.
    Speriamo nelle rinnovabili e in altre varie cose che gli umani debbono cambiare, pena l’estinzione!

  4. Purtroppo i grandi della Terra pensano all’oggi, ai guadagni esclusivamenti materiali del presente e i “comuni mortali” pagano in primis con la salute e tutti gli altri problemi arrivano in condeguenza

  5. Sul nostro pianeta vivono anche migliaia di esseri evoluti, e completamente sconosciuti, che fanno la differenza semplicemente immaginando quello che serve per vivere tutti in armonia:
    Pensa, immagina, avviene

  6. Un dato che colpisce molto è questo: quando Dante scriveva la Commedia, sulla Terra viveva circa un ventesimo degli abitanti attuali. Quando Giordano Bruno immaginava un universo infinito popolato da infiniti mondi, gli esseri umani erano meno di 600 milioni, cioè meno della popolazione odierna dell’Europa. Quando Darwin pubblicò On the Origin of Species, la popolazione mondiale era appena superiore a 1 miliardo.

    In altre parole, metà di tutti gli esseri umani oggi viventi sono nati dopo che la Terra aveva raggiunto i 4 miliardi di abitanti nel 1974. Questo rende il periodo che va dagli anni Settanta a oggi uno dei più straordinari cambiamenti demografici della storia umana.

    Prima dello sviluppo agricolo gli alberi nel mondo superavano i 5,5 mila miliardi… ora non arriviamo a 3 mila miliardi. Se pensiamo che la maggior parte della CO2 viene fissata dai vegetali… quando parliamo di risolvere l’Effetto serra proviamo a pensare a quello che continuiamo a fare ai vegetali…

  7. Già i vegetali. Ieri era la giornata degli oceani. Come scritto nell’articolo sono i maggiori divoratori di CO2, ma con il riscaldamento degli oceani, la plastica a mollo e l’acidificazione delle acque, anche le alghe stanno andando in sofferenza. Che dire? Io cerco di fare del mio meglio per quei pochi lettori di buona volontà che seguono CIVICO 20 e questi articoli… Qualcuno ringrazia e condivide…

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