Senza divieti le città bruceranno come Bologna
In occasione della visita istituzionale in Val di Susa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Vittorio Pisani, giunti sul posto per un sopralluogo dopo i gravissimi scontri delle ultime ore, il Sindacato FSP Polizia di Stato ha rivolto ai massimi vertici del Governo e della Sicurezza un appello diretto e una denuncia formale.
I numeri di questo fine settimana superano il bilancio di una manifestazione e descrivono un vero e proprio scenario di guerra:
“Si contano oltre 130 colleghi feriti tra le varie Forze dell’Ordine e una stima dei danni che si aggira intorno al
milione di euro al solo cantiere di Chiomonte. Tutto questo, tollerato per anni sotto il paravento del dissenso e dei sedicenti festival, è pura eversione”.
Lo afferma Luca Pantanella, Segretario Generale Provinciale FSP Polizia di Stato – Torino che mette il dito nella piaga rimarcando:
“Da sempre denunciamo al Paese una verità scomoda: la Val di Susa e i cantieri TAV sono diventati a tutti gli effetti la palestra d’Europa per tutti i criminali e gli antagonisti del continente. Lì si radunano per provare le tecniche paramilitari d’offesa e per addestrarsi a eludere i pochi strumenti di difesa a disposizione delle Forze di Polizia, come i lacrimogeni”.
Il dubbio che si fa sempre più drammatico sta nel dover constatare che questi professionisti del disordine imparano e testano nei boschi della Val di Susa viene e verrà inevitabilmente importato nelle piazze di tutte le città d’Italia:
“Se non si avrà il coraggio di vietare in modo categorico le manifestazioni di questi criminali – insiste Pantanella – presto il rischio eversivo e gli incendi divamperanno ovunque. Come abbiamo già visto nei recenti fatti di Bologna, a questa galassia serve solo una scusa, una piccola scintilla come innesco: non aspettano altro per sovvertire l’ordine e colpire lo Stato”.
Per poi rivolgersi direttamente al Premier Meloni, al Ministro Piantedosi e al Prefetto Pisani chiedendo di tradurre la solidarietà di oggi in un cambio di passo radicale e definitivo.:
“I poliziotti non possono più fare da bersagli mobili per l’addestramento dell’estremismo europeo. Serve il divieto totale per questi raduni e un fermo ripristino della legalità, prima che l’incendio si estenda al resto del Paese”.
E noi di Civico20News non possiamo che associarci e condividere questa richiesta che è già da tempo si ripete, ma finora no ha prodotto gli effetti desiderati.
La Valle di Susa non può continuare ad essere una palestra di esercitazione per gruppi che si riconoscono solo nella violenza da esercitare contro chi è preposto alla tutela dell’Ordine Pubblico, quello stesso che costoro rinnegano da tempo e pretendono di annullare in virtù della forza loro conferita da un’insufficiente applicazione delle dovute contromisure.
