A Torino, precisamente a Barriera di Milano, la Polizia di Stato non conosce sosta. Cinque arresti di altrettanti immigrati, autori di numerosi reati.
Nell’ultimo fine settimana di giugno, il personale della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Torino, precisamente presso il Commissariato di Barriera di Milano, ha tratto in arresto cinque immigrati per diversi reati.
Dalla Questura di Torino fanno sapere che “due giovani di 18 e 21 anni, rispettivamente di origini tunisine e marocchine sono stati arrestati per furto con strappo in concorso. Fermatisi davanti al portone di uno stabile, la vittima veniva raggiunta dai due che le strappavano una catenina dal collo. Gli stessi tentavano invano la fuga ma venivano fermati dai poliziotti, che rinvenivano parte della refurtiva”.
Il “furto con strappo” è uno dei reati più amati dagli immigrati che vengono nel nostro Paese, ben si guardano dal mettersi in regola, e scelgono di vivere di espedienti.
In un altro momento “un cittadino della Guinea di 19 anni è stato, invece, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato trovato in possesso, in corso Venezia, di numerose dosi di crack”.
Incredibile a dirsi ma Torino sta diventando ricettacolo di spacciatori che, va detto, trovano nei torinesi dei redditizi consumatori. Per dovere di verità, infatti, bisogna rammentare che se c’è chi spaccia, c’è chi acquista.
Le droghe sono una delle più redditizie e comuni forme di reddito e sostentamento per gli immigrati.
Sempre per possesso di sostanze stupefacenti, infatti, “è stato tratto in arresto un cittadino nigeriano di 47 anni che si trovava ai domiciliari. A casa dell’uomo, i poliziotti hanno rinvenuto 570 grammi di eroina, 120 di cocaina e 3750 euro in contanti”.
Non è la prima volta che soggetti sottoposti agli arresti domiciliari, nonostante la misura restrittiva, continuano a delinquere come se nulla fosse. La Polizia lo sa bene e, infatti, monitora, controlla e tiene d’occhio “i suoi polli”.
In ultimo, gli Agenti del Commissariato di Barriera di Milano, hanno “arrestato per resistenza e danneggiamento” un cittadino marocchino di 26 anni che teneva “comportamenti molesti in Corso Vigevano”. La Polizia di Stato lo ha materialmente arrestato in Via Cigna.
In virtù del Decreto Legislativo 188/2021, sulla presunzione di non colpevolezza, va specificato che tutti gli arrestati si trovano nella fase delle Indagini Preliminari e sono, pertanto, da ritenersi innocenti sino al pronunciamento di sentenza definitiva.
Una cosa è sicura: i cittadini onesti e per bene che vivono a Torino, e loro malgrado a Barriera di Milano, sono spossati e sfiniti dal continuo delinquere degli immigrati che ammorbano ed assiepano il Capoluogo del Piemonte.
Chi – come chi scrive – si occupa di cronaca giudiziaria sa bene che l’immigrazione criminale è una piaga che non accenna a chiudersi.
Lo Stato, il Governo, il Ministero dell’Interno devono assolutamente metter fine a narrazioni di simil portata.
I giornalisti devono narrare ciò che accade, non abbassare la guardia e far sapere ai cittadini che non sono soli. Le Forze dell’Ordine sono sempre a disposizione e sanno come affrontare questo tipo di situazioni.

Impressionante! È un continuo in tutta Italia! Riusciamo a immaginare, come guardando dall’alto, le continue aggressioni, gli scassi, gli scippi, lo spaccio e gli altri crimini che ci infestano? È come guardare un povero animale assaltato da pulci e zecche di continuo. E abbiamo giudici e magistrati dalla loro parte per motivi politici. Che degrado povera Italia! Dobbiamo aver fatto molti peccati per avere un castigo così! Sembra una piaga d’Egitto!
Carissima Margherita, ineccepibile. Nulla da aggiungere.
io che sono nato, vissuto per 32 anni in largo Sempione, che ho lavorato da 14 anni nella tipografia paterna di via cherubini, che ho insegnato nelle scuole medie della barriera, dove ho imparato a vivere, a rispettare e a farmi rispettare, oggi sapere che quella barriera scuola di vita e di amicizia sia diventata una discarica di degrado umano provoca un senso di corrosiva tristezza. Credo che degrado sia dovuto anche alla perdita di compattezza del tessuto umano e all’invecchiamento dello stesso. Ai vecchi tempi penso che, senza troppe discussioni fisiche, i vecchi giovani della barriera di Milano, avrebbero saputo come contenere l’invasione di una sgradita prepotenza