Effetti collaterali dal Medioriente all’Ucraina. Uno scenario in continuo divenire
Il “Martello di mezzanotte” sull’Iran ha prodotto effetti ancora da verificare sulla reale capacità di Teheran nello sviluppo del suo programma nucleare. L’intelligence di numerosi paesi coincide con dichiarazioni della stampa iraniana: 400 kg di uranio arricchito al 70%, sono stati trasferiti in località segreta due giorni prima dell’attacco USA e i siti presi di mira erano stati ridotti al minimo del personale.
La logica conforta questa versione. Le tronfie minacce di Trump, annunciate e poi “rimandate” avrebbero messo in guardia anche un bambino. Si è trattato di una mossa strategica goffa e “telefonata”.
Non solo Teheran, ma chiunque avrebbe fatto lo stesso: spostare il bersaglio altrove. Tutta la visibilità mediatica dei mostruosi B2 e delle loro bombe perforanti, è stata l’ennesima “americanata”. Uno spot hollywoodiano sui muscoli dell’apparato militare degli Yankee. Cose già viste e finite male dall’Afganistan all’Iraq, eppure… La diplomazia sembra tornata a dialogare.
L’attacco USA sull’Iran, e la superba retorica del Tycoon, al momento sono avvalorati dalla distruzione di una montagna. Per l’uranio e tutto il resto, solo il tempo e una supervisione dell’AIEA “forse” ci diranno la verità. Nel frattempo si è mobilitato il mondo.
Sia la logica spicciola che il parere di molti analisti, concordano che infiammare il Medioriente è un favore per Vladimir Putin che, da buon russo, sta giocando a scacchi col mondo occidentale, succube della propria vanità. L’operazione “Martello di mezzanotte”, sebbene abbia prodotto un cessate il fuoco, ha sdoganato i motivi preventivi di quella “operazione speciale” intrapresa ben 40 mesi fa, dalla Russia verso l’Ucraina.
In breve poi, l’interesse di Trump verso le steppe di Kiev, e la sua “pace in 24 ore” sono diventati aria fritta per l’Ucraina e per la massacrata Striscia di Gaza. Il tono bacchettante del Tycoon è trasformato in bombe “bunker buster” GBU-57 da 13 t, cambiando le carte in tavola.
Il risultato è che gli Stati Uniti, il 21 giugno, hanno violato numerose norme del diritto internazionale.
- Carta delle Nazioni Unite – Art. 2(4)
- Vietato l’uso della forza contro l’integrità territoriale di uno Stato senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ONU o senza invocare il diritto alla legittima difesa (Art. 51).
- L’attacco non è stato autorizzato dal Consiglio e non risulta che l’Iran stesse lanciando un attacco imminente contro gli USA, quindi si configura come un atto da valutarsi illegale.
- Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP)
- L’Iran è firmatario del TNP dal 1970, e in base a questo trattato gode del diritto all’energia nucleare pacifica, purché rispetti gli obblighi di trasparenza e controllo.
- Un’azione militare unilaterale contro le sue strutture nucleari viola il principio di risoluzione pacifica delle controversie del trattato e impedisce la supervisione dell’AIEA.
- Accordi IAEA & Protocollo Aggiuntivo
- L’Iran è sottoposto a controlli ispettivi da parte dell’AIEA. L’attacco distrugge le infrastrutture che permettono questi safeguards, ostacolando il funzionamento delle ispezioni. Ciò mina la fiducia nel regime di non-proliferazione.
- Principio di proporzionalità e necessità
- La legittima difesa, se invocata, deve soddisfare i criteri di necessità & proporzionalità.
- Non è stata mostrata alcuna prova di un attacco iraniano imminente; molti analisti contestano la legittimità dell’azione come difesa preventiva.
- Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU
- Se vi sono risoluzioni in vigore che proibiscono o limitano azioni militari unilaterali in Iran, queste sarebbero anch’esse violate. Al momento, non ci sono risoluzioni esplicitamente autorizzate per azioni militari americane in Iran.
Donald Trump ha poi Violato la legge interna statunitense
1. Costituzione degli Stati Uniti – Articolo I, Sezione 8
- Solo il Congresso ha il potere di dichiarare guerra.
- Trump non ha ottenuto un’autorizzazione preventiva dal Congresso per l’attacco, che è stato quindi visto da alcuni come unilaterale e incostituzionale.
2. War Powers Resolution (1973)
- Richiede che il presidente:
- informi il Congresso entro 48 ore dopo l’inizio delle ostilità
- ottenga un’autorizzazione congressuale entro 60 giorni per continuare operazioni militari
- Trump ha inviato una notifica dopo l’attacco, pur dettagliata, ha reso difficile la valutazione da parte del Congresso.
- Il Congresso ha tentato di limitare le azioni future con una risoluzione sul potere di guerra contro l’Iran, che però ha avuto il veto da Trump.
Effetti collaterali valutabili al 24/6/2025
L’operazione “Martello di Mezzanotte” rimane un atto di forza unilaterale che ha compattato uno spirito antiamericano non solo all’interno dell’Iran o del mondo islamico. La Corea del nord si è offerta per fornire testate già fatte all’Iran, la Cina, ha giustificato le sue ambizioni su Taiwan e ancora di più la Russia, tuttora alle prese con la guerra in Ucraina.
È proprio Vladimir Putin, storico alleato dell’Iran a ritrovarsi in mano un poker servito. Infatti, pur deplorando l’attacco USA, il Cremlino sta barattando una propensione al dialogo piuttosto che un intervento diretto, assumendo un ruolo da buonista che pareva perso per sempre.
Altresì, dopo i missili iraniani gentilmente “telefonati” sulla base USA nel Qatar, il rischio di chiusura stretto di Hormuz, e l’imbarazzo di tutto l’Occidente, Trump ha rimescolato il mazzo, anche se il cessate il fuoco tra Iran e Israele sembrava difficile da imporre e mantenere.
Dunque, Voldymyr Zelensky è sempre più isolato. Trump è stato il primo ad abortire la sua promessa elettorale, ma ora, anche la coalizione dei volenterosi sembra mutare in un’armata Brancaleone senza forze dissuasive, e i crescenti malumori antieuropeisti e filorussi che si stanno verificando nell’Europa dell’est, ne escono rafforzati.
Al momento, il Martello di mezzanotte, che sembrava più un colpo sulle dita occidentali che una prova di forza, da una notizia dell’ultima ora ha portato alla fine della guerra dei 12 giorni. La situazione è in divenire di ora in ora, ma tra le parti in gioco, chi è costretto all’arrocco non è certo Vladimir Putin, ora più vicino a una mossa di scacco. Per quello matto dovrà far di conto con la resistenza ucraina, logora, ma ancora efficiente.
Nel frattempo, senza far troppo rumore, i Paesi delle Repubbliche Baltiche, la Svezia e la Norvegia stanno fortificando le loro frontiere.…
È finito il vertice della NATO, inchino a Trump, spese per la difesa al 5% del Pil entro il 2035… Molti, quasi volutamente nascondono la testa sotto la sabbia… La paura viene e va…
Chissà chi vincerà al Campionato Mondiale per Club? Inter e Juventus hanno passato il turno…Previsioni del tempo… Pubblicità…

Ormai è lampante che l’unico interesse dei potenti di ogni Paese è indirizzato nel dimostrare chi ce l’ha più grosso senza considerare i pericoli che ne derivano. Ormai dovrebbe essere chiaro che senza diplomazia e ricerca verso una pacifica collaborazione non si risolve nulla.
Sembra più semplice far scoppiare una guerra mondiale che cercare un dialogo proficuo tra le parti contendenti. La mossa del tycoon è sembrata più un’ azione da cow boy texano che dal Presidente della più importante nazione occidentale. Dall’incremento della spesa pubblica per il riarmo e da queste azioni da dilettanti allo sbaraglio, noi rimpiangiamo sempre il voto dei cittadini comuni, che fanno a gara per arrivare a fine mese.
Da alcuni blog americani ci ricordano che l’industria bellica USA è la più trainante del paese, non si può fermare, Perciò coltivano guerre proprio per compiacere l’industria. E noi europei, i caccia e non solo li comperiamo da loro. Concordo & rilancio, siamo governati da esaltati deficienti allo sbaraglio! Credo che alla sera giochino ancora con i soldatini…
Che dire di un mondo gestito da cow-boy ?? Da Oriente a Occidente da nord a sud…l’unica regola che vige è la distruzione per lo sfruttamento e il potere di pochi ai vertici del comando.
Se non facciamo un salto di Coscienza collettiva e ci riconosciamo come una umanità unita…non andiamo da nessuna parte…