12 Marzo 2026

5 thoughts on “Cuneo. I pro-Pal invitano a boicottare – tra le altre – la Ferrero di Alba

  1. Non so se siano gonfi i loro portafogli e francamente non mi interessa; credo che sia gente senza rispetto per nessuno, salvo se stessi e le loro idee distorte. Sopra tutto e tutti regna l’ODIO unito, però, ad una perversa voglia di appropriarsene. Credo siano finanziati dai partiti di sinistra, soprattutto italiani perchè nel resto d’Europa nessuno ne parla perché non se ne sa nulla; solo qui regna una specie di rivoluzione per attirare voti; si stanno svolgendo elezioni in varie regioni e la sinistra spera di prendere in questo modo i voti dei musulmani residenti , ma, salvo questi e qualche italiano svitato, non li vota nessuno!! Chi voterebbe gente che organizza manifestazioni che distruggono le città e danno fastidio a chi lavora? Continuino pure così, si faranno un bel Harakiri e a noi va benissimo

    1. Oltretutto, boicottare le industrie italiane come la ferrero significa boicottare Quelli che ci lavorano: non ne abbiamo ancora abbastanza di perdere posti di lavoro? E’ la cosa più incredibile e vergognosa e che i sindacati non fanno nulla per questo e invece boicottano le industrie dove lavorano gli italiani !

    2. Cara Margherita, questi sono, per la maggior parte, figli di papà, cresciuti in famiglie dove le proprietà immobiliari non sono mai mancate.
      Fanno i “comunisti coi soldi”, vacanze ogni anno, partecipazione a concerti, cene continue, …
      Che ne sanno dell’operaio di una delle aziende che boicottano? Cosa sanno dell’operaio che fatica a pagare l’affitto e che ha due figli da mantenere e magari una moglie con un mini part-time?
      Il problema siamo noi giornalisti che osiamo dissentire dalle loro posizioni. Capisci che gente?
      Intanto la Valle d’Aosta, le Marche e la Calabria hanno spiegato come alla gente comune non freghi assolutamente nulla di Gaza e della retorica che la circonda.

  2. La pace e la serenità non trovano posto in Medio Oriente perchè Netanyahu e il Mossad massacrano i Palestinesi. Anche a me stanno sulle scatole le zecche, ma invoco il rispetto per il popolo palestinese, al momento vittima di genocidio per opera dell’esercito israeliano e dei coloni sionisti che lo fiancheggiano. Va da sè che non sono contro lo Stato di Israele, nè contro i suoi cittadini, perchè di nome faccio Matteo, non Adolfo; semplicemente non ritengo l’attuale governo israeliano sufficientemente democratico da gestire la complessa politica estera dello Stato di Israele. Il problema del movimento pro-Pal, però, è che riproduce in Italia le medesime tensioni che infiammano la Striscia di Gaza e, di conseguenza, tutto il Medio Oriente. Il problema invece è che non bisogna essere razzisti: da un lato bisogna riconoscere la necessità di autodeterminazione del popolo palestinese, anch’esso di ascendenza semitica ma parlante di un dialetto arabo (e banalmente scuro di pelle), mentre dall’altro bisogna riconoscere e celebrare la ricca componente ebraica di Torino, di Pisa e di Livorno, le mie città, e dell’Italia centro-settentrionale, che unisce i cittadini italiani e israeliani (diversi dai Palestinesi perchè parlano la lingua ebraica, non l’arabo, e anche perchè sono delle mozzarelline pallide come noi Italiani) in un unico nodo solidale. Chiunque odi Israele è razzista e me ne frego se ha una falce e martello sulla bandiera, ma è importante non essere razzista nei confronti dei Palestinesi massacrati a migliaia ogni giorno sotto le bombe. Bene dunque dare un messaggio di pace anzichè diffondere odio. Ognuno di noi puo’ fare la differenza.

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