Una speranza per il popolo cubano
Alla luce delle 176 misure economiche approvate dal governo cubano e dei provvedimenti attuativi annunciati la scorsa settimana, il quadro per gli investitori è cambiato in modo significativo, pur senza trasformare Cuba in un’economia di libero mercato.
I vantaggi concreti per chi investirà sono:
- Maggiore accesso a nuovi settori: oltre al turismo tradizionale, vengono aperti spazi per operatori privati nel turismo organizzato, autonoleggi, ecoturismo, distribuzione di carburanti, importazione di medicinali e alcuni servizi sanitari.
- Più possibilità di proprietà e controllo: in alcuni progetti il governo consente forme di partecipazione molto più ampie rispetto al passato, fino ad arrivare, in casi specifici come una nuova zona dedicata al turismo sanitario, anche a imprese interamente controllate da capitale straniero. Si tratta di una novità rilevante per Cuba.
- Procedure più semplici per utilizzare terreni statali: la nuova legge sull’agricoltura rende più agevole ottenere concessioni d’uso dei terreni pubblici anche per investitori stranieri e imprese private. Questo favorisce investimenti nell’agroalimentare e nelle produzioni destinate al turismo.
- Maggiore autonomia operativa: le imprese private ottengono più libertà nell’importare beni, nel commercio estero e nella gestione delle attività economiche, riducendo il monopolio statale in diversi ambiti.
- Incentivi per rilanciare il turismo: con circa tre quarti della capacità alberghiera attualmente inutilizzata, il governo punta ad attirare capitali privati per riqualificare strutture ricettive, sviluppare servizi turistici e creare nuove offerte. Chi entra oggi potrebbe beneficiare di costi d’ingresso relativamente bassi e di un potenziale recupero del settore.
Tra i pionieri di questa rinascita c’è Ernesto Preatoni, l’imprenditore che ha trasformato una costa sconosciuta dell’Egitto nel fenomeno Sharm El Sheikh.
Al momento, i progetti di Ernesto Preatoni a Cuba riguardano soprattutto il turismo di fascia alta e lo sviluppo immobiliare integrato, sul modello che ha già adottato a Sharm El Sheikh. Alcuni dettagli sono stati resi pubblici, altri sono ancora in fase di definizione.
In particolare, i progetti noti comprendono:
- Domina Caribe: è il marchio con cui Preatoni intende sviluppare la sua presenza sull’isola. Il progetto è stato presentato all’inizio del 2026 e prevede strutture ricettive all’Avana e a Varadero, due delle principali destinazioni turistiche cubane.
- Gestione di tre hotel: il gruppo Domina Hotels ha firmato un accordo con il gruppo turistico statale cubano Gaviota per la gestione di:
- un hotel a Varadero;
- due hotel all’Avana.
- Sviluppo immobiliare e turistico: secondo le anticipazioni diffuse dal Preatoni Group, l’obiettivo non è limitarsi alla gestione alberghiera, ma creare complessi integrati con hotel, residenze turistiche, servizi commerciali e infrastrutture, cercando di replicare il modello del Domina Coral Bay.
- Investimenti di grande entità: fonti vicine al progetto parlano di un piano complessivo nell’ordine dei 500 milioni di dollari, anche se la cifra non risulta ancora confermata in documenti ufficiali della società.
Perché Cuba interessa a Preatoni
L’idea imprenditoriale sembra essere quella di arrivare prima della concorrenza internazionale. Se le recenti riforme economiche cubane dovessero consolidarsi, il valore di hotel, terreni e infrastrutture turistiche potrebbe aumentare sensibilmente nei prossimi anni. Per un investitore immobiliare, entrare oggi significa acquistare asset a valori potenzialmente inferiori rispetto a quelli di un mercato già maturo.
In sostanza, la strategia di Preatoni non sembra puntare solo sugli alberghi, ma sulla creazione di destinazioni turistiche complete, combinando ospitalità, immobili residenziali, servizi e valorizzazione del territorio, come avvenuto in passato a Sharm El Sheikh.
